venerdì, 14 Giugno 2024

Alitalia attende l’intervento del Tesoro

Passeggeri in picchiata e i Sindacati chiedono un nuovo Piano

Continua il pressing di Alitalia per coinvolgere il governo nella gestione della crisi della compagnia. Lunedì, in occasione del consiglio di amministrazione della compagnia, alcuni consiglieri potrebbero infatti chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria della compagnia. Obiettivo: portare formalmente all’attenzione dell’azionista di maggioranza, e cioè del Tesoro, la difficile situazione in cui si trova la compagnia e il suo management, bloccato nella sua azione di implementazione del piano industriale. La compagnia, infatti, continua a macinare perdite: ogni mese
che passa si buttano 2,4 milioni di euro e gennaio, anche a
causa delle conseguenze dalla vertenza, è stato un mese
pessimo. Alla già difficile congiuntura del settore aereo,
infatti, si sono sommate le conseguenze delle azioni sindacali che hanno portato a scioperi, assemblee e disservizi che non hanno di certo aiutato la compagnia. Due distinti scioperi, uno dei controllori di volo e un altro dei dipendenti della compagnia proprio contro il piano industriale, hanno infatti portato alla cancellazione di 700 voli nel solo mese di gennaio. Anche le numerose assemblee che si sono tenute alla Magliana e a Fiumicino, e i cortei di protesta, hanno contribuito a pesare sull’operatività e sull’appeal della compagnia. I disagi creati ai passeggeri hanno infatti influito sulle prenotazioni, a loro volta boicottate dagli agenti di viaggio, anche loro in rivolta contro la compagnia. Gli stessi agenti hanno rivelato di aver
dirottato su altre compagnie almeno il 20% del fatturato della compagnia mentre in alcune regioni (Sicilia, Piemonte, e Valle d’Aosta) gli agenti hanno addirittura bloccato la vendita della biglietteria Alitalia. Risultato: dalle prime stime, rispetto allo stessi periodo del 2002, Alitalia avrebbe perso l’8% di passeggeri a gennaio che, di per sè, è già un mese di scarsa attività. Per fronteggiare questa situazione difficile, che si sta ripresentando anche a febbraio, il management vorrebbe poter iniziare ad agire tagliando i costi così come deciso con il piano industriale. Ma non può procedere sino a che il governo non decida sul da farsi. Azienda, governo e sindacati hanno infatti sottoscritto a fine dicembre un accordo con cui è stata
bloccata l’adozione di tutte quelle misure del piano che
impattano sull’occupazione fino al raggiungimento di un accordo tra le parti sul piano industriale. La compagnia ha quindi votato una delibera con cui ha sospeso queste misure fino al 31 gennaio ma, ora, non sa più come procedere visto che la trattativa con i sindacati si è decisamente arenata. La situazione di stallo sta esasperando anche i lavoratori che, ormai, sono sul piede di guerra. Oggi pomeriggio decideranno una strategia di risposta ma in molti hanno già
preannunciato nuove e più dure azioni di lotta. Gli stessi
piloti, che solo ieri hanno aderito in massa ad uno sciopero
convocato dalla sola UP, si dicono mobilitati e pronti a nuove azioni se il negoziato non procede. ”La pazienza dei lavoratori è finita” avverte il Sult che addirittura preannuncia la possibilità di ”forme di lotta eclatanti e fuori dalle regole che limitano il diritto di sciopero”. Il Sult, come anche le altre organizzazioni, chiede infatti ad Alitalia di scrivere un nuovo piano industriale e al governo di intervenire tempestivamente. ”In caso contrario i lavoratori e il sindacato non staranno più a guardare e metteranno in campo azioni forti e decise” conclude il Sult che precisa: ”i tempi e le intensità di tali atti saranno determinati esclusivamente dalla presenza o meno di un intervento immediato del governo”.

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