domenica, 17 Ottobre 2021

Alitalia, Bonomi spinge per Malpensa

Il presidente della compagnia illustra il Piano a La Padania. Immediata la replica dei Sindacati

”Lo sviluppo dell’hub di Malpensa diventa fondamentale. E non è un caso che sono stati sottoscritti due punti che Alitalia non aveva nemmeno mai menzionato: sia la base del personale viaggiante che quella per la manutenzione degli aeromobili sarà a Malpensa”. Il presidente di Alitalia, Giuseppe Bonomi, in un’intervista alla Padania illustra il piano industriale della compagnia aerea per il triennio 2004-2006, e mette in evidenza il ruolo portante, nel programma, dello scalo varesotto. ”Si tratta – precisa – di una scelta pensata ed equilibrata, che non toglie nulla a nessuno. Ci tengo a precisare che nessuno vuole chiudere Linate e tanto meno diminuire i volumi di traffico”. Bonomi definisce il piano ”serio ed equilibrato” e annuncia che l’azienda ”taglierà solo il necessario, tenendo conto delle esigenze di posizionamento della compagnia. L’obiettivo è
certo quello di evitare la marginalizzazione, ma non è assolutamente vero che ridurre i costi unitari significhi necessariamente licenziare”. Il presidente di Alitalia spiega che dovrà ”assolutamente essere abbattuto il costo del carburante, che la compagnia paga il 20% in più rispetto alle altre compagnie europee. Questo perché la distribuzione italiana del carburante rispecchia una chiara situazione di oligopolio che fa lievitare il costo del prodotto”. In ogni caso, rileva, ”i servizi faranno la differenza. Tra gli obiettivi c’è infatti quello di migliorare la qualità dell’assistenza ai clienti. Puntiamo a fidelizzarli attraverso significativi servizi a terra. Poi molta attenzione al catering e magari andare a recuperare anche un target di clienti ‘pregiati”’. Bonomi poi conferma che la compagnia sta procedendo sulla strada delle alleanze. ”Da soli – aggiunge – non siamo in grado di competere ad alti livelli. Io credo che l’alleanza vincente possa essere Amsterdam-Parigi-Malpensa”. Ma la risposta dei Sindacati a Bonomi, che vede Malpensa Capitale dell’Alitalia, non si sono fatte attendere. Non piace, infatti, ai sindacati l’intenzione del presidente di Alitalia, Giuseppe Bonomi di fare di Malpensa la ‘capitale’ dell’azienda, dove trasferire il personale viaggiante e la manutenzione degli aeromobili. ”Un diktat” secondo la Filt-Cgil, mentre il Sulta si chiede ”se così non si lascino degli spazi a Fiumicino per altri vettori”. Critiche anche la Uil trasporti (”c’è confusione nel management”) e la Fit-Cisl che si dichiara ”contro ogni contrapposizione di tipo campanilistico che prescinda da piani di impresa attentamente valutati”. Le dichiarazioni di Bonomi entrano nel merito del tavolo sul futuro del trasporto aereo sul quale si stanno misurando aziende e sindacati con il Governo. Fra i primi a chiedere risposte chiare al Governo è il Sulta, il sindacato maggiormente rappresentativo degli assistenti di volo, il cui segretario nazionale Paolo Maras, si pone una serie di interrogativi sul futuro dei volumi di attività, sul rapporto fra Malpensa e Linate, ”se drenano tanto traffico Alitalia, se non c’è il rischio di lasciare spazio libero a Fiumicino ad altri vettori”. Maras ricorda che l’Italia ha due hub (Malpensa e Fiumicino) ”a differenza di
altre nazioni europee come la stessa Spagna che ha un solo hub con volumi di traffico di gran lunga superiori ai nostri”. In attesa di conoscere il piano industriale (che Alitalia illustrerà al Sulta giovedì prossimo), Maras afferma che ”via via che passano gli anni la compagnia diventa sempre più piccola e che il cambio del management nel tempo sta portando alla scomparsa di Alitalia”. Per questo si chiede ”che fine farà in questo Paese il trasporto aereo visto, peraltro, che da soli non si va avanti” facendo riferimento alle alleanze ormai sempre più vicine con Air France e Klm che ”non devono fagocitare Alitalia ma garantirne lo sviluppo”. Con la ”confusione nel management”, secondo la Uil Trasporti, ”è dunque il governo che deve spiegare qual è l’indirizzo dell’assetto del trasporto aereo e dell’Alitalia”. Se le affermazioni di Bonomi fossero confermate, osserva il segretario nazionale della Uil Trasporti Guido Moretti, ”sarebbe preoccupante perché sarebbe il segnale di uno scollamento del management dell’azienda. Lunedì, nell’illustrazione del piano – ha detto Moretti – non è stata fatta menzione di questi due punti (spostamento a Malpensa del personale navigante e della manutenzione). Noi vogliamo innanzitutto lo sviluppo dell’azienda perché c’è spazio per sviluppare i due hub” di Roma e Milano ”ma il governo deve fare scelte precise perché non esiste un hub non alimentato dalla compagnia di riferimento”. Il piano industriale, secondo Moretti ”è timido sullo sviluppo mentre la risposta è proprio nello sviluppo dell’azienda”. Puntare su ”uno sviluppo armonico degli hub di Fiumicino e Malpensa” è indispensabile per il responsabile del trasporto aereo della Fit Cisl, Claudio Genovesi secondo il quale ”ciascuno ha la sua specificita”’ e quindi ”bisogna cogliere gli orizzonti del mercato tra quelli del nord Europa e quelli del Mediterraneo che meglio possono garantire lo sviluppo
dell’Alitalia, soprattutto nelle logiche delle alleanze”.

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