sabato, 23 Ottobre 2021

Alitalia, conti più in rosso del previsto e il Piano approda a Palazzo Chigi

Nel frattempo Anpac e UP più vicine all’unificazione

Alitalia si appresta a chiudere il bilancio 2003 con ”un risultato economico di segno negativo più ampio di quello consuntivato nei primi sei mesi” confermando così il progressivo peggioramento dei conti dell’aviolinea già preannunciato nel piano industriale che, intanto, si avvia verso l’esame di Palazzo Chigi. Il cda della compagnia si è riunito ieri per esaminare i conti della trimestrale che mostrano un peggioramento rispetto allo scorso anno e che portano a -284 milioni di euro il risultato operativo dei primi nove mesi e a -365 milioni la perdita prima delle imposte e delle componenti straordinarie. A settembre, quando erano state varate le linee del piano industriale, la compagnia si attendeva per fine anno un risultato operativo in rosso 357 milioni di euro e già a fine ottobre la compagnia annunciava di prevedere una perdita d’esercizio di circa 410 milioni di euro. La conferma dell’andamento negativo dei conti aggiunge a questo punto un nuovo motivo di allarme per i vertici della compagnia e per i sindacati che chiedono da tempo un segnale sul da farsi da parte dell’azionista pubblico. Un primo cenno, comunque, è arrivato proprio ieri con la convocazione di sindacati ed azienda da parte del viceministro alle Infrastrutture, Mario Tassone che ha chiamato le parti al tavolo aperto con il governo questa estate sulla crisi del trasporto aereo. Il 18, infatti, il piano industriale Alitalia sarà formalmente portato all’esame di uno dei tavoli di confronto con l’esecutivo, quello sui vettori. La decisione di inserire la vertenza sul piano Alitalia tra gli argomenti del tavolo di Palazzo Chigi è venuta al termine di una tornata di incontri che si sarebbero svolti in questi giorni tra Tassone, il suo capo di Gabinetto, Mario Scali, e i vertici di Alitalia. Prima ancora, il viceministro alle Infrastrutture aveva incontrato le rappresentanze sindacali che si erano rifiutate di sedere ad un tavolo di confronto con l’azienda dopo l’annuncio dell’azienda sul numero degli esuberi. Ora l’opera di ricucitura di Tassone dovrebbe riportare sindacati ed azienda intorno ad uno stesso tavolo con l’obiettivo di coinvolgervi finalmente anche il governo. Se il 18 novembre il tavolo sui vettori riuscirà a mettere a punto un documento di sintesi, infatti, questo verrà portato all’esame del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che già questa estate ha seguito l’avvio del confronto a Palazzo Chigi sulla crisi del trasporto aereo. Sarà lui, a sua volta, sentiti gli altri ministri coinvolti, a convocare un nuovo tavolo generale a Palazzo Chigi chiamato a decidere su quelle che saranno le misure di sostegno del governo al settore e, quindi, anche ad Alitalia. Ieri, intanto, ha fatto un primo passo il programma di riunificazione delle prime due associazioni di rappresentanza dei piloti Anpac e Up. In occasione della convention organizzata a Roma è emersa la disponibilità di parte della base degli iscritti ad Up a partecipare alle prossime elezioni generali dell’Anpac la cui vicina tornata elettorale potrebbe rappresentare il primo elemento catalizzatore all’unificazione delle due associazioni professionali. Obiettivo dei piloti è quello di portare le associazioni, nell’imminenza della scadenza contrattuale con la compagnia di bandiera, ad avere un ruolo centrale e di rilievo nelle trattative. Quanto invece ai conti della compagnia, Alitalia ha oggi commentato i risultati della trimestrale, ricordando che per il traffico ”da luglio a settembre, è stata immessa sul mercato, complessivamente, capacità aggiuntiva pari ad un incremento del 4,6% nei confronti del corrispondente trimestre dello scorso esercizio” ma che ciò, pur avviando ”una crescita del trasportato dell’8,7% e del coefficiente di riempimento del 2,9%”, ha fatto registrare ”un calo del 13,4% nei confronti del terzo trimestre dello scorso esercizio” dei proventi unitari. ”Relativamente alla prevedibile evoluzione della gestione – afferma quindi la compagnia – la relazione
trimestrale approvata in data odierna dal cda ha dato indicazione che, ”tenuto conto dell’andamento economico
registrato nel terzo trimestre” e considerato che il piano non potrà avere effetti se non a partire dal prossimo anno, ” si va delineando per l’intero esercizio 2003, come già
recentemente annunciato, la prospettiva di un risultato
economico di segno negativo più ampio di quello consuntivato nei primi sei mesi”. Il Cda ha inoltre dato il via ad importanti iniziative di sviluppo del network sia intercontinentale sia internazionale che saranno annunciate dalla Compagnia nei prossimi giorni.

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