mercoledì, 1 Febbraio 2023

Alitalia, i costi superano i ricavi

Radiografia delle spese che incidono sul bilancio

Volare ad Alitalia non conviene, mentre è senz’altro un affare per le compagnie low cost. Il paradosso rispetto al core business della compagnia tricolore si spiega con una situazione che attualmente vede i costi superare i ricavi.
Ipotizzando, infatti, 100 il prezzo di un biglietto, i costi
di Alitalia incidono per il 109% sui ricavi. Mentre alle
compagnie senza fronzoli i costi pesano per il 91%. Per Alitalia l’onere maggiore sul fatturato è il costo del personale, doppio rispetto a quelli per i vettori no frills: 25% per l’una, 10,4% per le altre. Il costo del personale è, peraltro, la voce più consistente per ogni volo sostenuto da Alitalia. Nella rimodulazione del piano industriale 2004-2006 volto al rilancio della compagnia, azienda e sindacati – viene ricordato – dovranno dunque confrontarsi sulle percentuali dei vari costi. E, fra questi, riflettere sul costo del lavoro nell’ambito del rinnovo dei contratti di lavoro per il personale navigante e di terra scaduti a fine 2003. Secondo un raffronto tra i costi per Alitalia e per i vettori low cost, la vendita dei biglietti incide per il 15% per la maggiore aviolinea italiana e solo per l’1,6% per le compagnie no frills. Il carburante pesa nello stesso modo per entrambi, e cioè per il 10%, mentre navigazione e scalo, che incidono per il 24% sui costi Alitalia, salgono al 28,5% per le low cost. E’ del 14% rispetto al costo del volo della compagnia tricolore la spesa per leasing e ammortamenti, che invece scende all’11% per i vettori a basso costo. Alla manutenzione Alitalia destina l’8% del prezzo del biglietto, mentre le low cost devono prevedere il 9,5%. Su queste ultime pesano di più, invece, i costi di gestione, che ammontano al 20% rispetto al 13% del prezzo del volo per Alitalia.

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