sabato, 27 Febbraio 2021

Alitalia, il Cda ha scelto Meridiana come partner domestico

Entro metà aprile il businessplan congiunto. Soddisfatti sindacati e piloti

Alitalia scioglie la riserva sulle alleanze in casa e, dopo molti mesi di contatti sotto traccia, tra i due pretendenti principali – Volare Group e Meridiana – sceglie di stringere con quest’ultima. Si tenta insomma un affondo della durata al massima di due mesi che entro la metà di aprile dovrà concretizzarsi in un business plan congiunto sul mercato domestico. ”Da domani siamo già al lavoro” fa sapere l’amministratore delegato della compagnia dell’Aga Khan, Giovanni Sebastiani. Le decisione presa ieri dal consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera (che non ha comunque affrontato nel corso della riunione la questione della società charter Eurofly), piace in particolare ai piloti, che non hanno mai celato in questi mesi di non gradire affatto un matrimonio con il gruppo Volare, con cui le trattative in corso restano al momento congelate. Si tratta del secondo ‘no’ di Alitalia a Volare, dopo la decisione di non cedere al gruppo, Eurofly. L’esplorazione, che si apre ora su varie possibilità, potrebbe approdare a un semplice accordo commerciale, ma anche a una compartecipazione azionaria con uno scambio del 20%. ”Da domani ci mettiamo a lavorare su un piano che riguarda i voli nazionali che punta a fornire un miglior servizio ai clienti delle due compagnie – ha commentato l’amministratore delegato di Meridiana, Giovanni Sebastiani, la forma da dare a una possibile alleanza sarà materia specifica della trattativa”. Soddisfatti anche i sindacati. ”Ben venga l’alleanza tra Alitalia e Meridiana”, si è affrettato a sottolineare il vicesegretario nazionale dell’ Ugl-Trasporto aereo, Roberto Panella. ”Siamo finalmente davanti alla possibilità – commenta Panella – di favorire il riposizionamento di Alitalia, garantendo il recupero della quota di traffico nel mercato domestico”.
L’amministratore delegato di Alitalia, Francesco Mengozzi, ha colto l’occasione della riunione del board, per ribadire i risultati positivi conseguiti in un difficile 2002, nonostante difficoltà inaspettate. ”Dall’andamento economico dell’ esercizio 2002 si evidenzia un forte miglioramento” rispetto al 2001, con un margine industriale ante imposte ”ormai ampiamente positivo e sostanzialmente in linea con le previsioni di Piano nonostante il venir meno di importanti presupposti economici” ha detto. Si conferma insomma che il 2002 chiude con ”un risultato economico netto positivo”, in miglioramento quindi –
ha ribadito Mengozzi – rispetto alle previsioni di piano che registrava invece un rosso per 53 milioni. Ciò ovviamente ”anche grazie al concorso di partite straordinarie” legate sia alla vicenda Klm che a dismissione immobiliari per il cambiamento di sede. Un 2002 caratterizzato da ”un efficace percorso di risanamento”, attestandosi ad un livello di capitale sociale più le riserve per circa 1,7 miliardi di euro a fronte di debiti netti di 0,9 miliardi. Mengozzi ha però ribadito che si aspetta un 2003 difficile e che ”per contenere, per quanto possibile, la fortissima levitazione dei costi esterni come carburanti, assicurazioni, i programmi di riduzione dei costi operativi sono stati recentemente rivisitati e ulteriormente sviluppati” nell’ intento di conseguire un gettito di risparmi idoneo. Infine, il cda ha deliberato la rinuncia al ricorso per danni presentato al Tribunale di primo grado della Comunità Europea,
presentato nel 2001 in seguito all’ annullamento della decisione con la quale la Commissione Ue bocciò per la seconda volta, come aiuto di Stato la ricapitalizzazione da 2,750 miliardi di vecchie lire del ’97.

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