lunedì, 8 Marzo 2021

Alitalia, il Financial Times traccia la “sfida impossibile” di Cimoli

Riduzione degli esuberi e joint venture con altre linee i prossimi passi

Giancarlo Cimoli, il nuovo presidente e amministratore delegato di Alitalia, dovrà affrontare dure sfide al timone della compagnia di bandiera italiana.
Secondo quanto scrive il Financial Times, Cimoli, ex capo delle Ferrovie è riuscito a far viaggiare la maggior parte dei treni in orario, ma molti analisti ritengono che il suo ultimo compito sfidi la legge di gravità. Dopo gli accordi con il personale di bordo (già siglati), e con i piloti (la cui firma è fissata per mercoledì), Cimoli avrà poco spazio di manovra. Secondo l’Ft, si ritiene che il manager, assistito dai consulenti della McKinsey, abbia intenzione di
stringere numerosi accordi di joint-venture con altre linee aeree (in settori come servizi aereoportuali e manutenzione motori) puntando a minori riduzioni di posti di lavoro. Il vecchio piano di 3.000 esuberi su un totale di 22.000
posti di lavoro è infatti costato la testa ai suoi predecessori. L’Ft osserva come l’Alitalia abbia solo una quota del 49% del mercato dei voli nazionali, la più bassa in Europa per una compagnia di bandiera, e continui ad essere martellata dalle linee aeree a basso costo. Il piano di ristrutturazione deve anche sistemare la struttura operativa del gruppo che, appena avrà messo in ordine le sue finanze, potrà così fondersi con Air France-KLM (che si è detta interessata ad un accordo soltanto se Alitalia imbocca la strada giusta).
Il quotidiano rileva però che il piano non sarà messo a punto prima della fine del prossimo mese, quando però le riserve liquide dell’Alitalia potrebbero essere quasi esaurite. E se il Governo italiano, che controlla il 62% di Alitalia, non riuscirà a camuffare gli aiuti statali e farli approvare
dalla Commissione Europea, la compagnia di bandiera rischia la liquidazione, scrive l’Ft. La sua perdita netta di 520 milioni di euro subita lo scorso
anno non è che un sintomo, per l’Ft, di problemi strutturali e manageriali di lungo tempo. Se comunque l’Alitalia non imboccherà la strada giusta, conclude il giornale citando una barzelletta che gira tra i banchieri italiani, Enrico Bondi, amministratore della Parmalat, dovrebbe aver finito la sua ristrutturazione del gruppo entro settembre, appena in tempo per pilotare la linea aerea fuori dalla bancarotta.

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