lunedì, 30 Gennaio 2023

Alitalia: il Piano non piace ai Sindacati, ma la trattativa prosegue

Esuberi giudicati eccessivi e poca fiducia nel rilancio, ma niente scioperi

E’ stata una giornata lunga e travagliata, e, di fatto, non è ancora finita. I Sindacati contestano il piano industriale che, dicono, non dà certezze sul futuro dell’Alitalia, e respingono il numero degli esuberi indicato dall’azienda ma, nonostante il clima di tensione crescente fra i lavoratori, mantengono i nervi saldi, restano uniti e scelgono la strada del dialogo rinunciando allo scontro duro. Non è il momento di scioperare, affermano, ma il piano va rivisto. E chiedono anche che il governo si assuma le proprie responsabilità sia verso la
compagnia aerea sia verso l’intero settore. Richieste ribadite alla ripresa del confronto, ieri, e che saranno il leit motiv anche di oggi.
L’ipotesi di liquidazione o commissariamento di Alitalia sarebbe peggiore di altre soluzioni: per questo, nonostante fra i lavoratori ci siano rabbia ed esasperazione, tanto che alcuni si dicono pronti a gesti folli, i sindacati tentano il tutto per tutto per salvare l’azienda. ”Non credo siano utili forme di lotta esasperata, ma forme di lotta intelligenti che accompagnino il merito del confronto”, ha spiegato il leader della Cgil Guglielmo Epifani, al quale sembra che ”si scarichi sull’occupazione il risanamento” che è ”puramente
finanziario”. Epifani ha osservato che si cerca di scaricare sui lavoratori e sul sindacato responsabilità che in realtà sono di altri”. Secondo il sindacalista, ”sono poche le garanzie per i lavoratori” e ”continueremo a sostenere le nostre ragioni, perchè il piano proposto non va bene. Poi, verrà un punto in cui bisognerà chiamare Palazzo Chigi ad assumersi le proprie responsabilità”, visto che il governo ”ha nelle mani, tra l’ altro, la possibilità di dare quelle garanzie che oggi il piano non presenta”. Il piano,
secondo il segretario generale della Uil trasporti, Sandro Degni è ”in contraddizione” con quanto concordato a palazzo Chigi a maggio”, e per questo il governo è sollecitato a chiarire la propria posizione. Dall’esecutivo, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi ha sottolineato che ”sono Alitalia e sindacati che devono trovare la soluzione”, perchè ”il governo è pronto a intervenire e a sostenere la soluzione prescelta pur di salvare Alitalia”. Il suo vice con delega ai Trasporti, Mario Tassone, assicura che ”il Governo sta lavorando all’ipotesi di estensione della cassa integrazione ai lavoratori del trasporto aereo” perchè che ”non c’è soluzione del problema Alitalia se non si affronta complessivamente il sistema del trasporto aereo, quindi il city airport di Linate e i problemi degli hub di
Malpensa e Fiumicino”. E oggi la trattativa prosegue su tre fronti, o meglio, su tre specifici tavoli di lavoro per ciascuna categoria: alle 10 con i piloti e alle 15 con il personale di terra (nel centro direzionale della Magliana) e con gli assistenti di volo (a Fiumicino). Nelle riunioni, si è appreso ancora, sarà affrontato l’aspetto contrattuale con l’incremento della produttività e sarà approfondito il discorso sul nuovo assetto societario di Alitalia. Dopo l’incontro di ieri sera ”in cui non sono stati fatti passi in avanti”, hanno spiegato le fonti sindacali, ”si è presa coscienza della necessità di accelerare i tempi” vista la scadenza del 15 settembre come data indicata dall’azienda per procedere al salvataggio della compagnia. L’intenzione, hanno
spiegato ancora le fonti sindacali, ”è quella di accelerare il confronto aumentando gli incontri, anche con più di uno al giorno, per arrivare nell’arco di 3-4 giorni alla definizione dei contratti”.

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