sabato, 27 Febbraio 2021

Alitalia, Jarach boccia il tetto passeggeri per Malpensa-Linate

Sarebbe meglio abbassare il numero totale degli slot o limitare il peso massimo

Il tetto degli 800.000 passeggeri per l’opzione Linate o Malpensa non sembra in grado di risolvere il problema della ripartizione del traffico tra i due scali lombardi. E’ quanto sottolinea David Jarach, docente di marketing del trasporto aereo alla Sda Bocconi di Milano, che suggerisce invece o l’abbassamento del numero totale degli slot giornalieri a Linate o l’introduzione di una limitazione sul peso massimo al decollo degli aerei dallo scalo milanese. ”La situazione attuale che disciplina la suddivisione dei
voli tra i due aeroporti – ricorda Jarach – appare ancora legata
al decreto Bersani Bis, che, nato in un’ottica di temporaneità
e con la prospettiva di una revisione periodica, non è mai
stato in realtà sottoposto ad alcuna verifica d’efficacia”. Ad
esser critica, afferma il docente, è primo luogo Alitalia, che
giustamente lamenta il forte potere di cannibalizzazione in atto
tra i due aeroporti: ”con l’attuale offerta di voli verso i
principali poli europei – spiega Jarach- Linate appare infatti
l’opzione preferita dai passeggeri milanesi e, in particolare,
dai viaggiatori d’affari, mentre Malpensa intercetterebbe una
fetta residuale di traffico più povero e i movimenti in
connessione”. ”Una quota di traffico, quella in transito su
Malpensa – sottolinea Jarach – scesa nel corso degli anni sia
dal punto di vista qualitativo che quantitativo, in parallelo
alla forte riduzione dell’offerta di voli di Alitalia”.
Ora, afferma il docente, l’ipotesi di spostare da Linate a
Malpensa i collegamenti che non superino gli 800.000 passeggeri
l’anno (salvaguardando i voli per le capitali europee), non
risolve il problema, perchè gli altri vettori potrebbero
aumentare l’offerta per Milano e poi vendere numerosi posti
anche sottocosto pur di aumentare il numero di passeggeri e,
dunque, riacquisire lo status di vettore operante su Linate. Per
questo – suggerisce Jarach – si potrebbero invece prendere in
considerazione due altre soluzioni: o ridurre il numero totale
di decolli ed atterraggi (in gergo tecnico, slot) per giornata
su Linate, o introdurre un limite al peso massimo al decollo
degli aerei dallo scalo milanese.
”Con la prima opzione, che potrebbe essere motivata da
istanze ambientali – afferma Jarach – il numero inferiore di
slot totali verrebbe poi ridistribuito alle compagnie già
presenti su Linate rispettando le attuali quote di offerta; ogni
vettore subirebbe quindi un eguale sacrificio e il traffico
addizionale sopra il monte-slot definito verrebbe riallocato su
Malpensa. Nel secondo caso, un’imitazione di quanto già fatto a
Dallas, in Texas, l’introduzione del limite porterebbe ad una
riduzione del numero di passeggeri e della quantità di merce
imbarcabile, spingendo i vettori a introdurre aeromobili più
piccoli su Linate e realizzando così veramente il progetto
sempre invocato di city airport. Anche in questo caso – conclude
il docente della Bocconi – la domanda addizionale che non
trovasse posto nei voli da e per Linate andrebbe a confluire su
Malpensa, magari attirata anche da più accattivanti politiche
di sconto tariffario”.

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