sabato, 23 Ottobre 2021

Alitalia, la partita con Meridiana si gioca sul rapporto di concambio

Il primo agosto verrà illustrato ai Sindacati il piano industriale che parte nel 2004

Prosegue serrata la trattativa fra Alitalia e Meridiana. Secondo voci vicine al consiglio, il nodo della trattativa è la definizione del rapporto di concambio e l’incrocio azionario, che servirebbe ad Alitalia per pagare una fetta consistente dell’acquisto di Meridiana: su queste linee starebbe proseguendo la trattativa per l’acquisto dell’80% della compagnia dell’Aga Khan. Intanto, per illustrare le linee generali del piano industriale che parte dal 2004, l’azienda ha convocato i sindacati per il prossimo primo agosto. Le organizzazioni sindacali non perderanno probabilmente occasione per chiedere chiarimenti anche sulla trattativa con Meridiana, che non è stata ancora oggetto di confronto. Il piano industriale dovrebbe essere oggetto anche del cda del 30 luglio. Con il beneplacito dell’azionista Tesoro la trattativa intanto prosegue su binari certi: l’interesse a chiudere è fortissimo da entrambi le parti e l’acquisizione viene definita ”strategica” per Alitalia. Il nodo su cui si tratta allo stato attuale sarebbe il rapporto di concambio. L’incrocio azionario è ormai strada tracciata ed entrambe le parti utilizzeranno lo spazio temporale più ampio per ottimizzare lo scambio. Tutte le ipotesi sono ancora aperte, sia sulle quote che sulle cifre, si continua a ripetere negli ambienti vicini alla trattativa, anche se appare sempre più probabile l’ingresso del principe ismaelita in veste di socio privato di Alitalia, con una quota certo superiore a quella di San Paolo Imi (2%). L’ipotesi più accreditata – secondo le indiscrezioni che circolano – indica nel 18% in mano all’Aga Khan (il 61% circa è detenuto attraverso due finanziarie Interprogramme e Airfine), la quota da pagare in contanti. L’acquisizione di Meridiana permetterebbe all’Alitalia di controllare almeno il 63% del mercato domestico
(allo stato la compagnia di bandiera ha una fetta inferiore al 50%) avvicinandosi così alle quote detenute dagli altri vettori europei come Air France e Lufthansa che sui rispettivi mercati controllano quote del 70%. Il nuovo assetto consentirebbe soprattutto ad Alitalia – cosa non trascurabile per il management – di rivestire un maggior peso nel rapporto con l’alleata Air France. Sull’affare, ormai assodato viene ripetuto negli ambienti vicini alla trattativa, pesa comunque il giudizio Antitrust. Riguardo a ciò, le interpretazioni sono molte. In primo luogo si confiderebbe su esperienze già percorse in ambito europeo, dove la soglia da non oltrepassare per non incorrere al vaglio delle Authority della concorrenza giunge fino al 70%.

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