lunedì, 2 Agosto 2021

Alitalia, Maroni accusa il Governo d’immobilismo

Bonomi, la compagnia si è data un mese in attesa dei requisiti di sistema

Nuovo allarme crac per Alitalia: a rinnovare i timori per la critica situazione della compagnia è stato questa volta un ministro della Repubblica, che accusa il governo di fare
poco o nulla per salvarla e punta il dito su quanti, senza
ammetterlo, pensano ad una soluzione che passi per una svendita. Il Governo ”sta facendo troppo poco, anzi proprio nulla” per Alitalia, ha ammesso il ministro del Welfare, Roberto Maroni, a Londra per una serie di incontri con colleghi del gabinetto di Tony Blair. Il ministro leghista si è detto ”molto preoccupato” per la situazione della compagnia, per la quale ”ci sono timori” di un possibile crac, ed ha annunciato l’intenzione di chiedere una verifica all’interno del governo, subito dopo Pasqua, su quelle che sono le reali intenzioni dell’esecutivo. Con l’obiettivo di evitare ”qualche operazione poco chiara sul futuro e sul destino” della compagnia aerea. ”Chiederò al presidente del Consiglio di convocare una riunione di governo su Alitalia, perché la situazione non è bella e noi vogliamo capire se il governo vuole intervenire o se vuole lasciare andare le cose così come vanno, avendo già in mente qualche soluzione che a noi certamente non piace”. ”Non vorrei – ha aggiunto – che ci fosse dietro qualche retropensiero di qualcuno che dice: lasciamo andare Alitalia al suo destino e, quando sarà bella cotta, allora la prenderemo noi per pochi soldi e faremo una nuova Alitalia. Se qualcuno ha in mente questo si sbaglia di grosso, almeno per quanto ci riguarda”. Per Alitalia ”non è mai stato ufficializzato alcun progetto diverso” da quello del rilancio e del risanamento; ”se Maroni ha rilasciato queste dichiarazioni,evidentemente ha qualche elemento di conoscenza in più ” ha tuttavia sottolineato il presidente della compagnia, Giuseppe Bonomi. Bonomi ha quindi spiegato che la compagnia si è ”autoimposta un mese di tempo per avviare la rimodulazione del piano industriale in uno con la
concessione dei requisiti di sistema”. In pratica, secondo
Bonomi, l’azienda si è data un altro mese di tempo in attesa
dei requisiti di sistema che dovranno essere contemplati dal
piano. Le parole di Maroni, pronunciate pochi giorni dopo la
decisione dei lavoratori di rinunciare a uno sciopero proclamato proprio per sollecitare l’intervento del governo e revocato per senso di responsabilità, hanno intanto suscitato la reazione dei sindacati. Come se non bastasse, a gettare benzina sulle polemiche, ci ha pensato il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, che ha chiamato in causa proprio i sindacati. ”E’ da mesi che stiamo dicendo che quella dell’Alitalia è una situazione di emergenza. Non è una novità. La cosa importante – ha affermato Lunardi – è però che la capiscano i sindacati, perché il governo è pronto ad aiutare ma bisogna che i sindacati, non divisi come sono adesso, ma uniti, si seggano a un tavolo e trovino un compromesso per salvare 22 mila posti di lavoro”. ”Questa è la realtà. Da parte nostra – ha concluso – ci mettiamo tutta la nostra forza e la nostra energia”. ”Le dichiarazioni del ministro Maroni chiamano in causa le responsabilità del governo. Alitalia non si può salvare da sola. Qualcosa fa temere che nel governo qualcuno giochi alla logica del ‘tanto peggio, tanto meglio”’, sostiene invece il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, chiedendo un
incontro governo-sindacati. ”Credo che il ministro del Welfare abbia ragione: è necessario subito un chiarimento tra governo, sindacati e azienda su Alitalia”, ribadisce anche il segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni, secondo il quale, ”se un ministro della Repubblica e, in particolare, il ministro del Lavoro indica livelli di preoccupazioni quali quelli citati, credo che la situazione sia davvero complicata”. Dura la reazione del Sult:”se qualcuno pensa di poter perdere tempo per arrivare tranquilli alle elezioni di giugno per poi liquidare Alitalia, si sta sbagliando di grosso”, dice il sindacato unitario dei lavoratori dei trasporti che, per difendere il rilancio di Alitalia, preannuncia una ”lotta, le cui dimensioni faranno ritenere una ‘gita scolastica’ la vertenza già vissuta tra gli autoferrotranvieri”.

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