giovedì, 15 Aprile 2021

Alitalia, Mediobanca prepara il prestito ponte

Faccia a faccia tra Cimoli e Lunardi per fare il punto della situazione

Faccia a faccia tra il top manager di Alitalia, Giancarlo Cimoli, e il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi. In vista dell’audizione di oggi in Senato dell’amministratore delegato della compagnia e dell’appuntamento dei prossimi giorni a Bruxelles, si è fatto
il punto sul piano di salvataggio della compagnia per il quale è necessario il prestito ponte da 400 milioni di euro, su cui l’advisor Mediobanca ha inviato richiesta di adesione a una ventina di istituti di credito italiani e stranieri. Quanto al piano industriale, coperto sinora dall’assoluto riserbo, Cimoli si è limitato a illustrarne le linee generali. Intanto, in Alitalia è scoppiata la polemica fra i sindacati dei piloti all’indomani della nomina del comandante Pierfranco Prato alla direzione operazioni volo. Nell’incontro con Lunardi, a quanto si è appreso, Cimoli ha illustrato il piano di salvataggio dell’aviolinea (che con soli 150 milioni di euro in cassa a fine giugno può sopravvivere sino a fine settembre) che per evitare la bancarotta ha bisogno del prestito ponte. Sono poi stati messi a punto gli elementi che dovranno essere illustrati nei prossimi giorni a Bruxelles dove Cimoli dovrebbe essere accompagnato da un rappresentante del governo. E ancora, il numero uno di Alitalia ha accennato alle prospettive dell’aviolinea, che passano innanzitutto attraverso una ristrutturazione societaria profonda, secondo criteri di mercato, con la costituzione di società distinte secondo i settori di attività. Poi, ci saranno la ricapitalizzazione e la privatizzazione, a partire da ottobre 2005. Quanto al prestito ponte, si registra un primo passo, ma importante, del lavoro di advisory di Mediobanca con l’invio
delle richieste di adesione a una ventina di istituti, in maggioranza italiani, con l’obiettivo di spalmare il più possibile il rischio. Nei prossimi giorni, dovrebbero iniziare ad arrivare le prime risposte anche se, si apprende, l’attenzione delle banche è rivolta al piano di risanamento di Cimoli e, soprattutto, dal via libera della Ue al decreto.
Lunardi e Cimoli si sono consultati alla vigilia dell’audizione in calendario del top manager dinanzi alle commissioni riunite Lavori pubblici e Bilancio del Senato, che devono votare entro il 15 luglio (per il successivo passaggio alla Camera) il decreto legge sul prestito ponte da 400 milioni di euro che il governo si è impegnato a garantire e sul quale
sono attesi i decreti attuativi di garanzia da parte del Tesoro. Audizione a cui erano stati convocati anche Lunardi e l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il titolare delle Infrastrutture ha spiegato che non ci sarà perché ”si parlerà di prestito ponte, un argomento di natura finanziaria che non rientra nelle competenze del mio dicastero”. Con le
dimissioni di Tremonti e l’interim del ministero dell’Economia al premier Berlusconi, si vedrà se un rappresentante di via XX settembre andrà al Senato. Le Commissioni subordinano il voto ai dettagli sul piano industriale 2004-2008 che sembra difficile Cimoli possa svelare. Sua intenzione, espressa all’assemblea degli azionisti il 28 giugno scorso, è renderlo pubblico nella seconda metà del mese. Intanto, i decreti del
Tesoro sono attesi a Bruxelles che deve pronunciarsi sulla percorribilità del prestito ponte. Dopo aver raggiunto una pace sindacale, ottenendo nelle
scorse settimane la firma ad accordi ponte per il personale navigante e di terra, Alitalia ha vissuto una giornata di polemiche. Il giorno dopo la nomina del comandante Pierfranco Prato alla direzione operazioni volo sono partite le accuse da parte di Up e Ialpa indirizzate all’azienda e all’Anpac, il sindacato maggiormente rappresentativo dei piloti. La nomina è stata giudicata ”poco trasparente” dall’Up che ha rilevato come Alitalia, ”ancora una volta incapace di rompere con il passato, ripropone in posti chiave, con vecchi metodi di scambio ormai indecenti, personaggi pesantemente compromessi con l’establishment che tanto ha contribuito allo sfascio dell’azienda”. Così, l’Up ha auspicato ”il commissariamento dell’azienda”, ”l’unica via idonea ad evitare qualsiasi forma di accordo poco o per nulla trasparente”. La scelta di Prato è stata ”un errore strategico” afferma la Ialpa secondo la quale ”è stata fortemente chiesta e pretesa dall’associazione dei piloti Anpac in cambio di una pace sindacale che, in questo delicato momento del percorso di risanamento intrapreso dall’azienda, è ritenuta assolutamente necessaria”. Da parte sua, l’Anpac sostiene di ”non aver esercitato alcuna pressione” sulla nomina di Prato ”che è un professionista riconosciuto dalla categoria”. La scelta di Cimoli, spiega il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, ”è un’ulteriore prova dell’attenta analisi che l’amministratore delegato, che ha dimostrato di essere libero da condizionamenti anche politici di alto livello, sta operando in azienda misurando le professionalità disponibili. Sembra piuttosto – aggiunge Berti – che queste reazioni siano dettate da paure o da sconforto in seguito a disegni personali che non si sono concretizzati per qualcuno”.

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