martedì, 22 Giugno 2021

Alitalia, Mengozzi ha presentato il piano anticrisi

Tagli ai servizi e all’offerta, esuberi entro maggio e contratti di solidarietà

E’ giunto il tempo di tirare la cinghia in casa Alitalia. Dopo giorni di indiscrezioni, l’amministratore delegato Francesco Mengozzi ha scoperto le carte e, prima al comitato esecutivo poi ai sindacati, ha delineato il suo piano anticrisi per superare il duro impatto del conflitto in Iraq. Taglio di rotte dove la domanda è più debole, taglio dei servizi a bordo, riduzione di un assistente di volo da domani sui due B777 per poi estendere l’alleggerimento sulle rotte internazionali e nazionali, blocco del turn over, congelamento dei contratti stagionali. In una parola: esuberi e nuovo ricorso ai contratti di solidarietà. Di fatto, la compagnia di bandiera torna alla situazione immediatamente post 11 settembre 2001 e, sottolineano i sindacati, assume profili propri da low cost, puntando anche alla vendita diretta dei biglietti e studiando una politica commerciale più aggressiva. Mengozzi ha annunciato un taglio ulteriore dell’offerta del 6% per tutto il 2003, che va ad aggiungersi alla riduzione del 15-17% già prevista dal contingency plan per l’anno in corso. A fronte di una flessione del trasportato e di un calo dei ricavi che nel primo trimestre dell’anno ha segnato un meno 6,9% rispetto all’anno precedente (la perdita di fatturato è stata di 50 milioni di euro). Gli esuberi di personale, la cui quota non sarebbe stata quantificata, riguardano tutte le categorie. Sulle modalità per far fronte a tale eccedenza la compagnia è pronta ad avviare tavoli, ma le misure dovranno essere messe in atto entro maggio-giugno, avrebbe riferito Mengozzi ai sindacati. La riduzione dell’offerta del 6% porterebbe la compagnia a livelli di crisi post 11 settembre, con un calo dell’1% rispetto all’offerta rispetto allo stesso 2002. ”Non parliamo di tagli al personale ma di misure contingenti, per fronteggiare il calo di domanda di traffico”, ha detto Mengozzi, che ai sindacati avrebbe parlato della misura dei contratti di solidarietà come unica via possibile. ”Cercheremo di alleggerire le frequenze – ha aggiunto – sulle rotte in cui la domanda è più sottile”. Mengozzi ha quindi replicato al ministro del Lavoro, Roberto Maroni, che aveva parlato della necessità di un ricambio dei vertici di Alitalia tornando a criticare il mancato decollo dell’aeroporto della Malpensa. ”Il problema di Malpensa – ha detto Mengozzi – non è problema solo di Alitalia, è un problema del Paese che ha seguito una politica di regolamentazione del traffico aereo molto contraddittoria nel tempo, con continui cambiamenti che hanno indebolito gravemente le possibilità di successo di Malpensa, creando un problema all’ Alitalia sì, ma sicuramente al Paese”. Dura la reazione dei sindacati al pianO anticrisi disegnato da Mengozzi. Inaccettabile, per Filt Cgil; la Uilt chiede un tavolo istituzionale. Giovedì l’intersindacale per decidere le contromisure.

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