lunedì, 28 Settembre 2020

Alitalia presenta documento alla Camera

Cimoli accusa l’intero sistema e illustra le nuove linee d’azione necessarie

L’Alitalia ha bisogno di migliorare ulteriormente gli standard di efficienza, qualità e produttività del settore e per questo pensa, tra l’altro, ad esternalizzare le attività regional, al consolidamento degli operatori domestici e a una ridefinizione di regole di impiego e di benefici contrattuali del personale. Ad indicare le nuove linee programmatiche è la stessa compagnia in un documento presentato alla Commissione trasporti della Camera prima dell’audizione del presidente e amministratore delegato, Giancarlo Cimoli in programma mercoledì 11 ottobre. Nel documento si dichiara che nell’attuale scenario, se non cambiano le regole, non c’è spazio per la sopravvivenza dell’Alitalia. Quindi parte la denuncia di Cimoli contro il sistema nel suo complesso: dalle difficoltà del mercato al forte potere di sindacati e aeroporti, dall’aggressività delle low cost (cresciute oltre il 20% al di là delle previsioni) alle discriminazioni dell’Enav, dalla scarsa sensibilità dell’Antitrust (che nega anche piccole acquisizioni) alla gestione frammentata e carente dell’Enac. Il manager attacca anche le autorità fiscali, previdenziali e di controllo nazionali che permettono a stranieri di operare su tratte italiane con personale con contratto estero e quindi con contributi previdenziali e fiscalità più favorevoli. Nonostante questo, però Cimoli è convinto che sia ancora possibile attivare una riforma del trasporto aereo. Così, oltre alla denuncia, nel documento il numero uno di Alitalia illustra le quattro linee d’azione necessarie. In particolare si dovrebbero eliminare le distorsioni della concorrenza modernizzando la regolazione del sistema e l’Enac che lo controlla, evitare che le inefficienze del sistema (aeroporti, Enav) siano ribaltate sui conti economici delle linee aeree, assicurando una parità di trattamento nei servizi e nei prezzi, realizzare un quadro infrastrutturale più efficiente ed integrato, evitando la frammentazione degli investimenti aeroportuali su molteplici strutture e accelerando la realizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie a supporto degli aeroporti principali (in primis Malpensa), supportare l’Alitalia nella necessaria azione di adeguamento al nuovo contesto di settore. Infine per quanto riguarda il difficile rapporto con il sindacato, Cimoli sottolinea che l’annuncio di ogni sciopero danneggia fortemente la compagnia e che lo strapotere della controparte non è stato gestito con il risultato che la richiesta continua di cambi di management è sempre stata soddisfatta con l’avvicendamento di 6 amministratori delegati negli ultimi 15 anni.

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