giovedì, 21 Gennaio 2021

Alitalia si avvia a ridurre il Capitale

Il Cda ha espresso parere positivo sul Piano Industriale

Alitalia chiude il primo semestre con una perdita di 330 milioni di euro che la costringe a ridurre il capitale sociale. Un passaggio che la porterà alla necessaria ricapitalizzazione e dunque alla privatizzazione, come indicato dal presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli nel piano industriale 2005-2008 e come richiesto dalla Ue in occasione del via libera al prestito ponte da 400 milioni di euro garantito dallo Stato. A fine giugno, il gruppo Alitalia aveva una disponibilità netta di 174 milioni di euro (256 milioni al 31 marzo 2004) mentre nella cassa della capogruppo c’erano 122 milioni. La posizione finanziaria netta del gruppo è aumentata di 29 milioni a 1.663 milioni, nonostante l’avvio dell’alta stagione, soprattutto a causa delle proteste e delle agitazioni del personale tra fine aprile e inizio maggio e dall’accelerazione dei pagamenti chiesta da alcuni fornitori. La ”diminuzione del capitale sociale superiore ad un terzo”, per cui si configura – si legge in una nota della compagnia al termine del cda che ha esaminato i conti dei primi
sei mesi – ”la fattispecie prevista dall’articolo 2446 del codice civile” ovvero la riduzione del capitale per perdite, era evidentemente nota ai mercati.
Per approvare la relazione sulla riduzione del capitale è stato fissato, al 30 agosto prossimo, un nuovo cda che sottoporrà le modifiche statutarie alle assemblee ordinaria e straordinaria, fissate l’8 ed il 9 settembre, rispettivamente in prima e seconda convocazione. Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato ”parere positivo” al piano industriale 2005-2008 illustrato da Cimoli, prevedendone la definizione entro il 15 settembre prossimo. Il piano prevede due fasi: una prima di risanamento per garantire
la continuità aziendale attraverso azioni radicali di efficientamento e una seconda di rilancio volta alla crescita del gruppo. Due anni per il risanamento, il pareggio dei conti entro il 2006 e, una volta in linea con le concorrenti, Alitalia tornerà a competere da sola o con un partner, prevedendo fra il 2007-2008, un incremento di attività intorno al 10-15%. Tutto possibile senza ”ulteriori perturbazioni interne ed esterne”. In vista del confronto che partirà oggi con i sindacati, Cimoli potrebbe modificare il progetto di divisione in due della società – AZ Fly (per attività di volo) e AZ Service (per i servizi di terra) – e rispolverare l’ipotesi di una holding snella, sotto la quale sarebbero le due nuove società, Az Fly e Az Service appunto. A questa possibilità, il top manager starebbe lavorando con i suoi più stretti collaboratori. Ipotesi che era scaturita, a ridosso dell’accordo di palazzo
Chigi del maggio scorso, proprio dai sindacati. Che, contestando l’eventualità di esuberi e di esternalizzazione delle attività di terra (manutenzione, amministrazione, handling e information technology) in società distinte con l’ingresso di partner industriali di maggioranza (sono stati avviati contatti con Fraport, Finmeccanica, Ibm, Eds), volevano invece assicurarsi una protezione restando sotto una holding Alitalia. Il piano di emergenza, ha ribadito Cimoli al board, deve essere attuato in tempi rapidi, richiede due anni di tempo e
”azioni radicali di efficientamento” e una complessiva riorganizzazione della struttura anche con la razionalizzazione dell’attività di tutto il personale volto ad una maggiore produttività. Risparmi: con il piano avviato possono essere compresi fra l’8 e il 15% (150-200 milioni di euro). Sono state individuate ”oltre cento possibili iniziative” per ridurre i costi di acquisto di beni e servizi (oggi di 2 miliardi di euro l’anno). Prestito Ponte: 400 milioni di euro garantiti dallo Stato. Sarebbero sette le banche disponibili all’erogazione. Ricapitalizzazione-Privatizzazione: richiesta dalla Ue come
condizione all’autorizzazione al piano di salvataggio, prevede la discesa dell’azionista Tesoro dall’attuale 62,3% sotto il 50% e l’ingresso di nuovi investitori. Area Commerciale: potenziare la presenza sui due hub e nel nord Italia, razionalizzare l’offerta dei posti per la clientela d’affari ed economica, migliorare il servizio ai clienti business, rivisitare le opportunità della carta Millemiglia, nuovo ventaglio tariffe e migliore servizio telematico ed elettronico, occhio di riguardo alla clientela delle aziende. Focalizzazione sul mercato business, difesa del mercato interno dai vettori low cost e low price, attenzione alle richieste verso mete europee e intercontinentali, adeguata presenza sul mercato del Mediterraneo e dell’Europa dell’est.

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