martedì, 29 Settembre 2020

Alitalia, sindacati sul piede di guerra

Fallito l’incontro di ieri, oggi intersindacale, domani da Bianchi pensando allo sciopero

Finisce con quasi tre mesi di anticipo la tregua dei sindacati nei confronti di Alitalia. Dopo l’incontro con la compagnia sulla vertenza assistenti di volo Cgil, Cisl e Ugl scrivono: “L’atteggiamento aziendale impedisce concretamente alle organizzazioni sindacali, di ottemperare all’invito, rivolto il 10 ottobre 2006 dal premier Prodi nel corso di un incontro tenutosi a Palazzo Chigi, che proponeva una tregua tra le parti sino al 31 gennaio 2007. La riunione, durata solo dieci minuti – proseguono – ha di fatto visto Alitalia impedire qualsiasi tipo di confronto. Sarà praticamente impossibile, con questi atteggiamenti, confrontarsi su qualsiasi elemento di qualunque piano di rilancio dell’Alitalia”. Da parte della compagnia invece, giungono affermazioni di disponibilità al tavolo, sia per la sospensione dell’invio degli aerei per la riconfigurazione (eliminazione dei lettini di riposo per l’equipaggio guadagnando posti in più per i passeggeri), utilizzando l’unico 767 finora ristrutturato solo per il medio raggio; stop anche alla pratica sui turni degli assistenti di volo e disponibilità al dialogo e alla mediazione su tutti gli altri punti. Per oggi, intanto, è prevista un’intersindacale per valutare la situazione e quindi esaminare anche la possibilità di uno sciopero aspettando la convocazione di domani con il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che dovrebbe illustrare ai sindacati le linee guida del piano di settore su cui ha impegno il proprio staff tecnico, e ascoltare la posizione dei sindacati. Ma se il confronto con il ministro darà esito negativo, allora, sarà guerra aperta.

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