martedì, 9 Marzo 2021

Alitalia, slitta ancora l’accordo finale

Raggiunta l’intesa sui requisiti di sistema, le parti tornano a Palazzo Chigi martedì

Il nodo sul fondo integrativo di sostegno alla cassa integrazione per i lavoratori di Alitalia e del comparto aereo ha bloccato il tavolo di confronto fra governo, azienda e sindacati e fatto slittare di un giorno, da lunedì prossimo a martedì, quello che dovrebbe essere l’incontro definitivo a palazzo Chigi per chiudere la vertenza della compagnia. E’ stato invece raggiunto un accordo al tavolo tecnico sui requisiti di sistema, dove è stato firmato un
documento condiviso. Il no del ministro al Welfare, Roberto Maroni, all’erogazione di risorse per il fondo integrativo ha dunque mandato in stallo
la riunione che è stata aggiornata a lunedì prossimo. I sindacati hanno chiesto che vi partecipino anche gli altri attori del settore, cioè Assoaeroporti, Assaereo, Assocatering, Enac ed Enav, perchè il problema riguarda tutto il settore. Ma la decisione di riconvocare il tavolo sugli ammortizzatori sociali ”solamente lunedì alle 12 è una scelta che va oltre
il limite del temerario”, ha rilevato il segretario generale della Filt Cgil Fabrizio Solari. Maroni ha spiegato che ”i sindacati chiedono al governo di
mettere 110 milioni di euro per la cassa integrazione dei dipendenti Alitalia. Ma è una cosa impossibile. L’unica cosa possibile, se i sindacati vogliono una cassa integrazione più elevata, è un fondo volontario di solidarietà finanziato da imprese e lavoratori, sul modello del fondo esuberi nel settore
bancario. Ma è impossibile – ha ripetuto Maroni – che i soldi li metta il governo. E’ una cosa che per noi non è eticamente e giuridicamente possibile. Dunque, o le parti trovano un’intesa oppure vorrà dire che un dipendente Alitalia prenderà la stessa cassa integrazione di 900 euro di un metalmeccanico”. ”E’ impossibile pensare che gli unici a rimanere scoperti
siano i lavoratori: noi a questo non ci stiamo”, ha replicato il leader della Cisl Savino Pezzotta, ribadendo che ”il sindacato ha dimostrato con molta coerenza e molto coraggio che quando c’è un confronto, quando non ci sono pregiudizi, quando le proposte del sindacato vengono accolte, si possono trovare
delle intese”. Pezzotta ha quindi aggiunto: ”Io aspetto una proposta del governo. Mi sono stufato di sentire i singoli ministri. Noi abbiamo chiesto risposte al governo nell’ ultimo incontro a Palazzo Chigi, e il Governo nella sua collegialità ci deve rispondere”. Pronta anche la precisazione di Solari, il quale ha sottolineato che ”il sindacato non ha mai chiesto 110 milioni
di euro aggiuntivi ma ha semplicemente preso atto della disponibilità del Governo, più volte dichiarata, di estendere gli ammortizzatori sociali al settore del trasporto aereo. Le indispensabili prestazioni integrative, che tengono conto della particolarità del settore – ha spiegato – devono trovare i
necessari finanziamenti all’interno del comparto e non essere pagate a piè di lista dalla collettività”. Maroni ha detto che se sarà raggiunto un accordo sull’ estensione degli ammortizzatori al settore aereo, ”questa non potrà essere una norma transitoria o temporanea”. E, a proposito delle risorse necessarie, ha sottolineato che saranno individuate solo dopo l’eventuale intesa, quando azienda e sindacati dovranno sedersi di nuovo attorno a un tavolo per decidere le modalità di applicazione degli ammortizzatori. Ma un altro nodo da sciogliere è quello del superbonus in busta paga per chi, raggiunti i requisiti per la pensione di anzianità, decide di restare al lavoro: bonus che, secondo il ministro, vale anche per i dipendenti delle aziende in crisi, dunque, anche per Alitalia, contrariamente da quanto chiesto dai sindacati, secondo i quali l’esclusione di tali aziende consente una migliore gestione degli esuberi. Un problema sul quale, al tavolo tecnico, i sindacati hanno espresso posizioni divergenti. Esito positivo, invece, per i requisiti di sistema. ”E’ stato fatto un buon lavoro – ha commentato il vice ministro con delega ai trasporti Mario Tassone – abbiamo corrisposto alle attese emerse dal vertice di Palazzo Chigi”.
Nel documento si stabilisce che il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha potere di indirizzo e vigilanza, che l’Enac è l’unico ente regolatore e certificatore del servizio, mentre Enav e Società di gestione aeroportuale sono erogatori di servizio. Lunedì saranno presentati degli
emendamenti al decreto legge 237 del settembre scorso con i quali si dovranno individuare gli aeroporti di rilevanza nazionale e si stabilirà l’affidamento in concessione della gestione e dei beni strumentali alle società di gestione
aeroportuale con una verifica quinquennale degli investimenti e dei servizi. Il tavolo tecnico ha preso atto dell’impegno del governo a controllare che il costo del carburante non abbia eccessivi incrementi legati alle royalty e che ci sia un eguale trattamento di tutti i vettori. Inoltre il governo si è impegnato a tenere sotto controllo la dinamica tariffaria dell’Enav e delle società di gestione aeroportuali. Il tavolo tecnico avrà continuità nel tempo per verificare che ci sia il riequilibrio della catena del valore.

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