sabato, 19 Settembre 2020

Alitalia: Sult, contro spezzatino valida ipotesi Corsini

Il sindacato si chiede come mai non venga presa in considerazione la cordata araba

Il Sult ”non comprende i motivi per i quali il Governo e l’azionista di riferimento di Alitalia, pur avendo avuto contatti con un possibile Gruppo interessato all’acquisizione della Compagnia o ad una partecipazione consistente in essa, sembra non curarsi di tale ipotesi”. Lo afferma in una nota l’organizzazione sindacale sottolineando come l’offerta di intervento della finanziaria degli Emirati Uniti potrebbe coinvolgere la compagnia Emirates.
”Il Gruppo in questione ha già ripetutamente contattato il Governo, incontrato l’Alitalia e, per quanto di nostra conoscenza, ha fornito le proprie credenziali” ribadisce il Sult che, vista la delicata situazione di Alitalia, ritiene ”indispensabile che tutti gli attori della partita si assumano
le proprie responsabilità su questa vicenda”. ”Per quanto ci riguarda, e mantenendo comunque, come sindacato, un atteggiamento di prudente attesa, riteniamo doveroso far presente che il Gruppo straniero interessato ci è
stato presentato da Matteo Corsini e dal Vice Presidente Esecutivo di tale Holding, David Jackson, come la Istithmar, degli Emirati Arabi Uniti. Un Gruppo che ha un fondo capitalizzato in due miliardi di dollari e che potrebbe far
partecipare altri soggetti, anche di carattere industriale, quale la compagnia aerea Emirates” aggiunge il Sult precisando che le intenzioni sarebbero quelle di ”mantenere il Gruppo Alitalia integro, svilupparlo attraverso l’acquisizione di aerei e renderlo un vettore di alta qualità”. Per l’organizzazione sindacale, inoltre, questa ipotesi prevede anche la possibilità di lasciare allo Stato Italiano un forte potere di controllo attraverso specifici strumenti finanziari e di mercato. Il Sult invita quindi il governo ad ”esplorare seriamente questa opzione” ricordando comunque di essere ”fautore di un controllo pubblico di Alitalia ma ciò che si sta profilando nelle ipotesi attuali non è altro che lo spezzatino del Gruppo e la sua privatizzazione a pezzi”.

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