giovedì, 5 Agosto 2021

Alitalia/2: Berlusconi, nel mirino del Governo risanamento e alleanze

Il nuovo Ad dovrà fare i conti con gli esuberi, introdotta la cassa integrazione

L’iter, se pure non confermato direttamente da Zanichelli, sembrerebbe a questo punto più delineato: oggi in consiglio ci potrebbero essere le dimissioni dell’amministratore delegato Francesco Mengozzi e la temporanea attribuzione delle deleghe al direttore generale e consigliere di amministrazione Zanichelli e, probabilmente, in parte anche al presidente Giuseppe Bonomi. Poi, venerdì, al consiglio dei Ministri, il sottosegretario Gianni Letta presenterà la proposta di soluzione della vertenza Alitalia, con le linee guida che il governo intende impartire per l’azienda e, probabilmente, con l’indicazione sui nuovi vertici. Nella proposta del governo, quindi, potrebbero essere indicati gli obiettivi di risanamento dell’azienda e i programmi temporali in termini di privatizzazione e di alleanze. Berlusconi ha infatti ribadito che tra le priorità del governo per la compagnia di bandiera ci sono ”la ricerca di capitali privati e di nuove alleanze”. Il premier, che ha tuttavia definito tali da ”far tremare i polsi” i problemi di Alitalia, ha comunque nuovamente speso parole di apprezzamento per l’amministratore delegato Mengozzi definendolo un ”galantuomo, una persona di grande moralità” che si è messo a disposizione ”per il bene dell’azienda”. Azienda, che, tuttavia, ha gravi problemi non ultimi quelli dell’occupazione che si sta tentando di tutelare lavorando a soluzioni che prevedano l’estensione della cassa integrazione a tutto il settore. Il nuovo management dovrà quindi fare i conti con questo problema dell’occupazione, anche perché, ha ricordato Berlusconi, la prospettiva degli esuberi prevista dal piano Mengozzi ha provocato ”il finimondo”. Da questo punto di vista il candidato successore di Mengozzi, Zanichelli, sembra per ora il solo capace di riuscire a raccogliere attorno a sé il consenso dei dipendenti. Già ieri il potente sindacato dei piloti dell’Anpac e quello dei dirigenti dell’azienda si era espresso favorevolmente sull’ipotesi di un avvicendamento interno al timone della compagnia.

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