martedì, 29 Settembre 2020

Allo studio il progetto per un turismo subacqueo sostenibile

Per non alterare l’ambiente marino meno sub e motori speciali a basso consumo

Sviluppare un turismo subacqueo sostenibile nelle aree marine del Mediterraneo e in futuro poter applicare le stesse strategie anche ai mari dei Caraibi e al Mar Rosso. E’ l’obiettivo del progetto Submed (cofinanziato dal programma Interreg II Medocc), discusso al Portofino Kulm, nella conferenza che conclude i due anni di lavoro di Submed. Quattro i partner principali: la Regione Ligura come capofila, con le aree marine protette delle Cinque terre e di Portofino, il Parco dell’Asinara, la Toulon Provence Mediterranée e la regione dell’Algarve. “L’idea di pensare ad un turismo sostenibile nel Mediterraneo – spiega Alessio Satta di Ambiente Italia e coordinatore scientifico di Submed – nasce dalla volontà di coniugare le esigenze di sviluppo economico e sociale con la valorizzazione e conservazione ambientale”. Esplosa circa dieci anni fa grazie ad una maggiore rapidità nel conseguire il brevetto per le immersioni, la subacquea è diventato un fenomeno di massa e di mercato, ma la frequenza eccessiva dei sub ha creato un forte impatto per la vita marina. “I danni che provocano le immersioni – continua Satta – sono dovuti alle bolle del respiratore che alterano gli organismi dell’ecosistema marino”. Una soluzione per evitare di alterare l’ambiente del mare potrebbe essere quella di definire le linee guida per i diving center, limitando il numero dei subacquei oppure utilizzando motori speciali, a basso consumo e con una velocità inferiore rispetto alla media. Importanti, comunque, i traguardi raggiunti finora nelle due aree protette liguri e all’Asinara. Nel Parco delle Cinque Terre, ad esempio, anche i non vedenti possono fare le immersioni mentre all’Asinara in Sardegna si stanno sperimentando pedane in grado di far accedere al mare anche i disabili che vogliono fare subacquea.

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