venerdì, 28 Gennaio 2022

Altroconsumo, i ritardi costano 350 euro all’anno ai pendolari

Tra permessi, giorni di ferie e recupero ore evapora lo stipendio

Non solo stressati e nervosi per i continui ritardi del loro treno mattutino, ma anche un po’ piu’ poveri alla fine dell’anno, con una busta paga piu’ leggera di
ben 350 euro, proprio per riuscire a tamponare con permessi e giorni di ferie la mancata puntualita’ del treno. E’ l’impietosa fotografia che emerge da un’indagine effettuata da Altroconsumo sul difficile slalom cui sono costrette le centinaia di migliaia di lavoratori che usano il mezzo ferroviario per raggiungere ogni giorno il loro posto di lavoro. La ricerca mette in luce l’insoddisfazione dei pendolari riguardo al servizio offerto dalle Ferrovie: ben il 94% si lamenta e i nei piu’ macroscopici puntano il dito contro mancata
puntualita’, pulizia, affollamento, carenza di informazione.
”Le ferrovie in Italia stanno perdendo l’ultimo treno – afferma Altroconsumo -. Tra permessi e giorni di ferie chiesti per tamponare l’ingresso ritardato in ufficio si conta in media un totale di 350 euro in meno sulle buste paga di un anno”. L’indagine e’ stata condotta su 30 tratte in tutt’Italia, tra il novembre 2004 e febbraio 2005, su oltre 3.200 viaggiatori. Maglia nera alle tratte Roma-Velletri e Genova-La Spezia, giudicate le peggiori avendo totalizzato l’en plein di insoddisfazione (100 su 100).

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