domenica, 28 Novembre 2021

Anav Sicilia:La Loggia spinge la Regione verso la riforma del trasporto

Lo Stato trasferisce risorse alla Sicilia che solo in parte destina al settore

Non ha avuto mezzi termini il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia nel corso di un incontro con i titolari delle autolinee Siciliane organizzato dall’Anav. “La Regione spinga l’acceleratore per la rapida approvazione della riforma del trasporto pubblico locale recependo le normativa statali e Ue entro la data prevista del 31 dicembre 2003”. Interviene in questo modo il ministro che proprio nei giorni scorsi ha impugnato un provvedimento della Regione Lazio che, in deroga alle norme nazionali, ha autonomamente rinviato la data di apertura del mercato. “Si creano in questo modo”, ha sottolineato il ministro, “inevitabili ritardi per il contenzioso. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di varare un altro provvedimento in modo da darci la possibilità di ritirare il ricorso”. Poi ritornando alle vicende siciliane non ha mancato di tirare le orecchie sia alle aziende che alla Regione. Alle prime invitandole ad essere più partecipi al processo del decentramento conseguente la riforma del titolo V della Costituzione. “Alla Regione Sicilia”, ha detto La Loggia rispondendo alle lamentele dell’Anav per la mancanza di risorse, “i fondi arrivano in misura adeguata dallo Stato. Non esiste una distinzione tra regioni a statuto ordinario e speciale. Non è certamente colpa dello Stato se la Regione Sicilia non assegna al settore i fondi sufficienti per operare una corretta politica dei trasporti”. Ma ancora la partita del decentramento è tutta aperta. “E’ nei decreti legislativi attualmente in preparazione”, afferma La Loggia, “che saranno stabiliti i poteri e le competenze di Stato e regioni anche in materia di TPL”.
Da qui l’invito all’Anav a presentare suggerimenti sul come affrontare il decentramento nel TPL. “Un invito che”, dice il direttore generale dell’Anav nazionale Francesco Fortunato, “cogliamo immediatamente annunciando che a breve presenteremo al ministro una memoria”. Nel suo intervento il presidente Anav Sicilia Franco Zicari aveva lamentato il rischio di legittimità costituzionale e di tutela della concorrenza generato dal finanziamento dello Stato alle sole regioni a statuto ordinario per l’ammodernamento del parco autobus. A fronte dei 5 milioni di euro l’anno per 15 anni che sono arrivati in Sicilia per il rinnovo del parco autobus, le altre regioni complessivamente hanno ottenuto ben 227 milioni di euro l’anno fino al 2017. “Ciò porrà”, afferma Zicari, seri problemi alle imprese siciliane nel confronto con le aziende delle altre regioni per le gare che si effettueranno”.
Un tema, quello della concorrenza caro anche al presidente dell’Amat di Palermo, Sergio Rodi. “Concorrenzialità”, ha detto, “che viene agevolata dal decreto di finanziamento per il rinnovo del parco autobus che, per la prima volta, dopo il 1986, consentirà alle aziende siciliane di avvicinarsi alle aziende che operano sul resto del territorio nazionale che hanno già usufruito e usufruiscono di tale vantaggio”. Il finanziamento per il rinnovo del parco autobus, le cui regole, come ha affermato il direttore del dipartimento regionale Trasporti Giovanni Lo Bue, sono state già predisposte e pubblicate, ammonta a circa 60 milioni di euro e serviranno appena a sostituire circa 800 autobus sui 3600 circolanti, di cui quasi 2000 con una età superiore ai 15 anni a fronte dei 7 anni della media europea. “Un autobus troppo vecchio”, ha ricordato il vice presidente dell’Assindustria di Palermo Massimo Maniscalco, “inquina e nello stesso tempo fa spendere soldi alla collettività e alle aziende per la manutenzione. Il rinnovo del parco autobus è un investimento per la salute ed il benessere dei cittadini ma anche per l’ottenimento di economie”.

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