mercoledì, 3 Marzo 2021

Anci, il rilancio del turismo in sei punti

I Comuni chiederanno un ruolo più attivo

I Comuni rivendicano un ruolo strategico per il rilancio del turismo italiano.
Alla Conferenza nazionale sul turismo di Genova i comuni, rappresentati dall’Anci, tracciano la loro ricetta per fronteggiare la crisi e favorire lo sviluppo turistico dei territori e del sistema delle imprese. In una conferenza stampa che si è tenuta giovedì a Roma, alla quale hanno preso parte il presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il responsabile della Consulta per il turismo dell’Associazione, Antonio Centi, sono stati illustrati i contenuti della piattaforma dell’Anci, non risparmiando critiche alle regioni che – è stato detto – nell’organizzare la conferenza di Genova non avevano previsto un intervento in agenda dei comuni. ”Si sta concludendo – ha detto Centi – la peggiore stagione degli ultimi 10 anni. Hanno pesato in modo particolare la critica congiuntura economica italiana ed europea, l’aumento dei prezzi a volte ingiustificato e le tensioni internazionali e l’insicurezza. Vanno meglio quelle realtà che hanno saputo offrire un prodotto basato sui valori del territorio, in grado di proporre esperienze autentiche e con un buon rapporto tra qualità e prezzo”. E’ per questo che l’Anci ritiene necessario favorire la partecipazione attiva di comuni e province nella governance del turismo italiano, nel processo di concertazione delle politiche, superando, una volta per tutte, l’anacronistica abitudine di porre gli enti locali sotto tutela delle regioni, pur nel rispetto dei loro ruoli costituzionali. Innanzitutto l’Anci esprime serie preoccupazioni per lo smantellamento della direzione generale turismo e per la conseguente frammentazione delle competenze statali tra varie altre direzioni generali. Secondo l’Anci occorre poi stimolare in tutto il territorio nazionale l’applicazione della legge 135 del 2001, attribuendo maggiori risorse alle regioni finalizzate esclusivamente al sostegno, alla nascita e al funzionamento dei sistemi turistici locali. E’ necessario anche – si legge nel quarto punto della piattaforma – utilizzare la leva fiscale per dare più forza competitiva al sistema Italia, armonizzando le aliquote Iva di tutta la filiera turistica, assestandole allo stesso livello dei paesi concorrenti. Occorre inoltre prevedere il ristorno di una quota percentuale dell’Iva ai comuni per la gestione delle politiche di accoglienza turistica e per far fronte ai maggiori oneri sui bilanci comunali derivati dall’incremento di flussi di cittadini temporanei. Bisogna anche – sempre secondo l’Anci – prevedere la rappresentanza di comuni e province negli organi di gestione della nuova Agenzia nazionale per il turismo individuando contemporaneamente e un assetto dell’Agenzia che consenta la massima flessibilità e imprenditorialità nella gestione. Infine l’Anci ritiene che sia indispensabile definire politiche nazionali ed attribuire
risorse per la valorizzazione delle identità, delle specificità dei marchi e dei prodotti tipici locali nel quadro dei programmi di rilancio del settore. ”Quella dell’Anci – ha detto Domenici a conclusione della conferenza stampa – non è una protesta competitiva. I comuni nel rilancio del settore non devono essere visti come un elemento di disturbo, ma un tassello fondamentale del tutto. La competitività del turismo parte dai comuni”.

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