lunedì, 6 Febbraio 2023

Ansv, aeroporti rimandati in Sicurezza

Troppe carenze e strutture inadeguate

Aree di sicurezza a fine pista mal costruite, zone di rispetto per proteggere le abitazioni inesistenti e personale non adeguatamente addestrato nelle aeree di parcheggio degli aerei. Sono solo alcune delle carenze rilevate dall’Ansv che, nel suo rapporto annuale sulla sicurezza del volo, definisce la situazione degli aeroporti italiani ”generalmente non soddisfacente”. In un paragrafo tutto dedicato agli aeroporti l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo parla di forti ”criticità” e spiega che anche se dopo la tragedia di Linate (118 morti nel 2001), sono state introdotte ”significative modifiche” per garantire la sicurezza, resta comunque ancora la necessità, ”in non pochi casi”, di ”adeguamenti strutturali ed operativi”. L’Ansv definisce infatti ‘inadeguati” gli interventi fatti nel corso del 2003 per dotare alcune piste degli aeroporti
italiani di ‘Resa’ (Runway End Safety Area), le aree cioè di sicurezza di fine pista. Sono state infatti ricavate, accusa, ”a detrimento delle lunghezze di pista utilizzabili, rendendo conseguentemente inutilizzabili gli aiuti elettronici ed ottici installati in quanto calibrati sulle lunghezze originarie o imponendo la declassificazione delle procedure di avvicinamento strumentale pubblicate”. E aggiunge: ”in merito a questo problema e alla confusione provocata al livello di operatori dai relativi notam emessi, l’Agenzia ha espresso le proprie preoccupazioni con alcune lettere indirizzate all’Enac nel corso dell’anno”. Ma non solo, secondo l’Ansv per la realizzazione delle nuove
‘Resa’, ”si è presa a riferimento la misura minima di 90 metri, mentre su taluni scali (come ad esempio Roma, Ciampino, Firenze, Milano, Linate, Napoli, Bergamo Orio al Serio, Treviso S. Angelo), la cui pista termina a ridosso di strade di intenso traffico, sarebbe stato più opportuno adottare ‘Resa’ di misura non inferiore ai 240 metri raccomandati internazionalmente”. ”Altrettanto non soddisfacente -scrive l’Ansv- in termini di resistenza strutturale ed orizzontalità del piano, la conformità delle strip (strisce di sicurezza) e delle cleared and graded area (aree livellate e prive di ostacoli)”. E’ inoltre rimasto ”inascoltato”, dice ancora l’Ansv, l’invito formulato nel rapporto 2002 di mettere allo studio ed attuare ”ovunque possibile” delle public safety zone (aree di rispetto finalizzate a proteggere la fascia abitativa circostante), sul modello di quanto già attuato in altri Stati Comunitari, come Regno Unito, Germania e Olanda”. E poi ancora,
accusa l’agenzia, in molti aeroporti medio piccoli ”mancano ancora adeguati sistemi finalizzati a prevenire intrusioni nella pista”; altri risultano addirittura ”privi di recinzioni o circondati da fossati e linee elettriche non segnalate”. Molti inoltre i ”microincidenti” tra aerei e tra aerei e
mezzi di superficie nelle aree di parcheggio degli aeromobili, ”provocato da personale non adeguatamente addestrato o a causa della segnaletica al suolo non confacente alla normativa internazionale”.
L’Ansv invita quindi alla creazione ”almeno negli aeroporti aperti al traffico internazionale” di un Safety Management System (sistema per la gestione della sicurezza).

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