lunedì, 21 Giugno 2021

Approvata la riforma del turismo siciliano

Conclusa la maratona che dopo 19 anni scioglie le aziende autonome di soggiorno

E’ passata con 47 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto la riforma del turismo siciliano. Dopo 19 anni verranno sciolte le Aziende di soggiorno autonome e verrà ridisegnata la programmazione della politica turistica, che rimarrà in mano all’assessorato regionale di competenza. Dopo una lunga maratona, dunque, l’intervento risoluto del presidente Cuffaro, che ha minacciato le dimissioni in caso di altri sgambetti di franchi tiratori, ha permesso a una legge alquanto contestata di raggiungere il traguardo.
Ecco i punti salienti della riforma, resi noti dagli organi di stampa. Programmazione turistica: resta in mano all’assessorato regionale, chiamato a redigere un programma triennale e un piano operativo di sviluppo. Consiglio del turismo: Nella sua azione, l’assessore è coadiuvato da un Consiglio del turismo a composizione pubblico-privato con 25 membri. Il vice presidente sarà un rappresentante delle associazioni di categoria. Abolizione delle Aziende di soggiorno: La riforma prevede l’abolizione delle 22 aziende di soggiorno e turismo. Al posto delle Aast nascono i servizi turistici. Il personale rientra negli organici della Regione. Soppressione della Apit: le competenze delle Aopit verranno assorbite direttamente dalle amministrazioni provinciali. Distretti turistici: lo sviluppo dei ditretti può essere promosso da enti locali e soggetti privati.
Ancora cauti, ma non certo esaltanti, i primi commenti. “E’ una mini-riforma – il commento cldo di Giuseppe Cassarà, vice presidente Fiavet – che di fatto trasferisce il potere di determinare le regole dal Parlamento al Governo . La semplice istituzione del Consiglio regionale, auspicata tra l’altro anche dall’aul, ci induce ad aprire una trattativa difficile con il Governo sul ruolo effettivo che questo Consiglio regionale avrà e sulla sua composizione”.

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