martedì, 19 Gennaio 2021

Apt Catania, in crescita i turisti nel 2003

In base ai dati gennaio/settembre gli stranieri sono aumentati dell’8,73%

Nonostante la situazione internazionale poco favorevole, lo stop forzato dell’aeroporto nei primi mesi dell’anno per la caduta della cenere lavica e la Sars il movimento turistico a Catania e Provincia ha retto. A confermarlo sono i dati statistici elaborati dall’Osservatorio Turistico dell’Azienda Provinciale per il Turismo di Catania, e presentati nel corso di una conferenza stampa dal presidente, Raffaele Lombardo, e dal direttore Angelo Cavallaro. Le statistiche del periodo gennaio/settembre 2003, per la provincia di Catania attestano, infatti, un’incoraggiante ripresa rispetto allo stesso periodo dell’anno passato: da 1.288.848 di presenze nel 2002 si è passato agli attuali 1.348.403 con un incremento in percentuale del + 4,62. Anche negli arrivi si è registrato un segno positivo, infatti, sempre nello stesso periodo si è avuto un incremento pari all’1,27% rispetto al 2002.
Aumentano gli stranieri con un + 8,73%, con maggiore flusso nel periodo aprile/settembre, e con loro aumenta pure la presenza media che da 2,71 passa a 3,11 giorni risultando evidente che il turista straniero preferisce prolungare la propria permanenza. Per quanto riguarda il turismo cosiddetto “domestico”, anche qui registriamo un sostanziale incremento del + 4,24%. Le presenze italiane vanno dai 887.114 del 2002 ai 911.596 del 2003 con un lieve decremento invece delle giornate di presenza media (da 2,63 ai 2,59 giorni).
“E’ indubbio – sottolinea Raffele Lombardo presidente dell’Apt – che la dove l’Azienda sia stata presente all’estero con iniziative promozionali o che abbia partecipato a Borse del Turismo registriamo oggi un recupero di presenze che aiutano a contenere le mancate aspettative sul mercato tedesco la cui crisi, in termini di arrivi, interna si è pesantemente fatta sentire”.
Infatti, per quanto riguarda le provenienze a guidare la classifica degli stranieri il primato resta agli statunitensi, anche se tale dato risulta mitigato dalle presenze della base NATO di Sigonella, ma è anche pur vero che il flusso di parenti e amici che vengono riabbracciare i militari USA è continuo, a seguire i Francesi che passano al secondo posto battendo i Tedeschi, che da sempre avevano mantenuto saldamente il secondo posto, mentre al quarto posto troviamo gli Spagnoli con 39.125 presenze. A capeggiare le provenienze italiane rimangono i laziali seguiti dai lombardi e poi dai campani con 85.293 presenze.
“Per aumentare la permanenza media – continua Lombardo – occorre migliorare l’offerta turistica, attivando una più attenta politica dei prezzi, senza danneggiare con questo la qualità dei servizi offerti, dove invece occorre puntare con decisione, così come occorre sperimentare nuove formule d’intrattenimento attraverso anche la predisposizione di un grande calendario eventi, veramente di livello internazionale, preparati per tempo, pubblicizzati sui grandi mercati, in modo che la gente si possa organizzare per vederli pensando nello stesso tempo alla possibilità di trascorrere un piacevole weekend nella nostra provincia”.
Entrando ancor più nei dati forniti dall’Osservatorio dell’Apt si è potuta riscontrare una marcata preferenza del turista a soggiornare nella struttura extralberghiera rispetto a quella dell’albergo. In sostanza il forestiero ha preferito trascorre le sue vacanze in strutture come gli agriturismo, il Bed & Brekfast o il turismo rurale rispetto al classico Hotel. Infatti, dai dati si nota che nel settore alberghiero gli arrivi subiscono un preoccupante decremento pari a – 7,84% mentre nell’extralberghiero si evidenza un + 11,12% di arrivi con un vertiginoso aumento di presenze (+ 25,15%). A Catania città si sono infine registrati n. 153.362 arrivi contro i 119.649 del 2002 mentre la presenza turistica è passata a 358.429 giorni.
Infine volendo fare una suddivisione della provincia per aree omogenee il polo d’attrazione per i turisti rimane sempre la Riviera, con più di un milione di presenze, seguita dall’Etna e tutta la zona pedemontana con 207.248 giorni di presenza e poi dal calatino con 46.483 giorni di presenza che però registra un notevole amento presenze, rispetto all’anno 2002, del + 22,60%.

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