domenica, 17 Gennaio 2021

Assoturismo/Confersercenti, una stagione da dimenticare

Notevole il calo di arrivi ed entrate

La stagione estiva 2002, sotto il profilo turistico, è da dimenticare: tra giugno e agosto sono
arrivati in Italia 500 mila turisti in meno, il che ha significato minori consumi per 205 milioni di euro. Quella che sta terminando sarebbe stata, insomma, per gli operatori turistici, l’estate più difficile degli ultimi dieci anni. Il quadro emerge dal monitoraggio dell’Osservatorio turistico
congiunturale, curato dal Centro studi turistici di Firenze per conto dell’Assoturismo-Confesercenti.
La stagione estiva conferma, con i dati a consuntivo di agosto e le previsioni di settembre, un andamento fortemente deludente: a un anno dagli attentati dell’11 settembre e con la crisi
economica ancora in atto, il sistema turistico italiano fatica a decollare. Per agosto le prime stime marcano un -1,41% e per settembre, sulla base delle prenotazioni acquisite, la riduzione si attesta a -1,34% negli arrivi di turisti italiani e stranieri. Se si considera, poi, l’arco temporale giugno-agosto
il segno negativo raggiunge -1,55%. “La stagione estiva 2002 è da dimenticare – ha commentato
Gaetano Orrico, presidente Assoturismo-Confesercenti – poiché anche ad agosto è continuata la scia negativa di una stagione cominciata male e continuata peggio. Questa estate si profila come la più difficile degli ultimi dieci anni, facendo prevedere significative ripercussioni sui fatturati, anche se molti operatori sperano di limitare le perdite durante il mese di settembre, nonostante la flessione sia imputabile ad una straordinaria convergenza di fattori negativi”. La principale causa del rallentamento, secondo lo studio, è da attribuire alla debolezza della domanda che appare sempre
più condizionata dalla pessima congiuntura economica internazionale: dagli andamenti negativi delle borse, alla contrazione dei consumi, alla diminuzione della spesa turistica. La domanda straniera, in particolare, ha continuato a evidenziare un calo di arrivi da parte dei tedeschi – primo
mercato estero di riferimento -, che si è aggiunto al dato negativo degli statunitensi, mentre un aumento si registra per i flussi provenienti dalla Francia, dal Belgio e dall’Olanda. Gli arrivi di turisti britannici sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre sono in diminuzione i flussi provenienti dal Giappone. Un altro dato rilevante in senso negativo è quello relativo al comparto agrituristico che, per la prima volta nell’arco di alcuni anni, segna una flessione (-0,94%) tra giugno e agosto. Nello stesso periodo il segno negativo ha coinvolto l’intera penisola e tutti i segmenti turistici, con pesanti flessioni nelle città d’arte (-2,51%) e nelle località termali (-3,39%).
Qualche segnale di recupero si attende per le città d’arte che dovrebbero ridurre le perdite del trimestre portando la contrazione a -1,23% per settembre. “L’imminente Conferenza del turismo – ha detto Orrico – può rappresentare una importante occasione per riflettere su questi dati e soprattutto per trovare gli strumenti necessari ad uscire da questa situazione, a partire dalla riorganizzazione del settore e da un orientamento della politica di commercializzazione all’estero. E’ indispensabile che i finanziamenti, peraltro insufficienti, già stanziati per il turismo siano resi disponibili. Per quanto riguarda le imprese – ha concluso Orrico – ci dovrà essere un’attenzione maggiore alla politica dei prezzi per non cadere nella trappola dell’aumento ingiustificato a fronte del calo del fatturato”. Assoturismo-Confesercenti sostiene che la strategia di sviluppo
Del turismo debba basarsi sull’efficienza e sulla qualità, nonché su adeguate politiche di marketing.

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