giovedì, 28 Gennaio 2021

Astoi, improcrastinabile l’intervento del Governo

Necessaria la concertazione tra imprese Stato e Regioni

Al termine di una stagione estiva che ha confermato tutte le debolezze del turismo nazionale ed in occasione della Conferenza del Turismo Italiano di Genova, le Associazioni delle agenzie di viaggi e tour operator di FEDERTURISMO CONFINDUSTRIA dichiarano ormai improcrastinabile un intervento concreto del Governo e delle Regioni – rigorosamente concertato con le Categorie di Impresa – per il rilancio del Settore. A rischio immediato 6.000 posti di lavoro e la prospettiva del prolungamento di una crisi che rischia di diventare permanente.
Il solo turismo organizzato nel nostro Paese ha perso in questi ultimi 4 mesi poco meno di 90.000 arrivi dall’Italia e registrato un calo medio del 15%-20% dalla Germania. In un sistema che riceve da questi due flussi tre quarti del suo intero movimento turistico, si tratta di un segnale d’allarme che non lascia spazio ad interpretazioni.
L’Italia ha perso forza competitiva sia sulla domanda europea, che da sola copre il 95% degli arrivi turistici stranieri, sia su quella intercontinentale, passata negli ultimi 3 anni dal 7% al 5% degli arrivi e -quel che è peggio- dal 24% al 13% della spesa turistica.
Molteplici sono le motivazioni.
La debolezza del rapporto prezzo/qualità dell’offerta italiana trova radici profonde in provvedimenti mai presi: la modifica delle aliquote e regole dell’IVA sul turismo per allinearci a quanto applicato nel resto d’Europa, richiesta delle Categorie e regolarmente ignorata.
Il passaggio delle competenze dallo Stato alle Regioni, che viene vissuto non tanto come l’inizio di un nuovo ciclo quanto come un motivo, dal primo per non occuparsi più di turismo e dalle seconde per non iniziare ad occuparsene, nelle more della distribuzione dei relativi stanziamenti al sistema territoriale.
Le continue incertezze sulla riforma dell’ENIT, ormai quasi una storia infinita e che comunque vede le Categorie imprenditoriali costrette a rincorrere vere o presunte bozze di Disegni di Legge anziché, come sarebbe logico, essere coinvolte di diritto nella progettazione del loro Ente di riferimento per la promozione turistica all’estero.
L’inesistenza nei fatti di un raccordo fra le Istituzioni che regolamentano quotidianamente materie con pesanti ricadute sull’industria turistica.
Il risultato è che le Imprese italiane del Turismo si trovano sole ad affrontare una concorrenza agguerrita ed altamente coordinata di tutti i principali competitor, che al contrario esercitano una pressione lobbistica molto efficace anche in sede comunitaria grazie alla corretta valutazione di cui godono nel sistema delle relazioni economiche e politiche dei loro Paesi.
Manca – ed anche oggi alla Conferenza del Turismo Italiano lo hanno ripetuto in molti – un programma-progetto sul Settore che nasca finalmente dalla cooperazione tra Istituzioni ed Imprese. Avviare oggi a Genova un processo serio e coerente che dia una risposta a queste esigenze vuole dire porre le basi per la possibile inversione di tendenza a partire dall’anno 2006. Al contrario, perdere quest’occasione significa moltiplicare il vantaggio già accumulato dai sistemi concorrenti spostando di almeno un quinquennio tutti gli obiettivi di recupero.

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