venerdì, 23 Aprile 2021

Atene 2004, rischia di non sentirsi l’effetto Olimpiadi

A differenza delle previsioni ci sarà un calo di stranieri

Altro che effetto-Olimpiadi: il 2004 potrebbe essere ricordato come l’anno nero del turismo in Grecia, dopo che l’Associazione delle imprese turistiche elleniche (Sete) ha previsto una flessione degli arrivi pari all’8%, con un danno gravissimo in uno dei settori chiave dell’ economia nazionale. Basando le sue previsioni sul numero di stranieri arrivati ai principali aeroporti della Grecia nei primi sei mesi dell’anno, la Sete ha indicato a -8% di presenze la previsione per l’intero 2004: una flessione che significa, secondo l’associazione, 20.000 posti di lavoro in meno e una perdita di 800 milioni di
euro. Il pil della Grecia – il turismo fornisce quasi il 20% del prodotto interno lordo – potrebbe crescere così dello 0,7% in meno rispetto alle previsioni che lo vedevano in ascesa del 4,1% (in parte grazie proprio allo stimolo economico generato dalle Olimpiadi) nel 2004. In un comunicato, la Sete spiega che ”questo sviluppo negativo nell’anno delle Olimpiadi, per il quale c’erano grandi aspettative, riporta in evidenza il problema della competitività del turismo in Grecia. Noi siamo pronti a collaborare per delineare una strategia a lungo termine. Ci aspettiamo che il governo faccia lo stesso e attui le promesse pre-elettorali”. La Sete, che indica come anche i dati iniziali di luglio siano negativi, rifiuta la consueta spiegazione alla flessione: l’incertezza della situazione internazionale, la forza dell’euro e la crisi economica in Europa, notando come mercati in competizione con la Grecia, come Spagna, Turchia e Cipro stiano invece conoscendo un boom nelle presenze. L’associazione chiede quindi al governo di sfruttare meglio l’esposizione della Grecia collegata alle Olimpiadi e alla recente vittoria agli europei di calcio, di contrastare l’immagine negativa del Paese su certa stampa straniera generata
da fenomeni come il recente black out o gli attentati artigianali di gruppi estremisti. Ma soprattutto, gli operatori chiedono repressione contro chi specula su prezzi – volati alle stelle in molti settori del turismo nell’approssimarsi dei giochi – ed offre servizi scadenti ai turisti, la principale fonte di lamentele degli stranieri che visitano la Grecia.
Va detto anche che l’intera operazione Olimpiadi, dal punto di vista ricettivo, è stata gestita in maniera approssimata, con i prezzi degli alberghi schizzati a prezzi assolutamente fuori mercato. E in tempi di turismo low cost queste presunte furbizie non pagano.

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