giovedì, 24 Settembre 2020

Attentato in Giordania: è fuga dal Medio Oriente

Fa eccezione l’Egitto, dove ad oggi si registra un incremento di turisti del 30%

Medio oriente sempre più proibito per i turisti occidentali. Dopo l’attentato di ieri ad Amman in cui è rimasto ucciso un turista britannico e altre cinque persone sono rimaste ferite (due britannici, un neozelandese e un olandese, oltre ad un agente giordano) si fa sempre più complicata la situazione nell’area dove guerre e attentati fanno fuggire i visitatori, portando così alla rovina l’industria turistica, essenziale per l’economia di molti di questi Paesi. La Giordania e in particolare Amman è già stata colpita lo scorso novembre da tre attacchi terroristici contemporanei contro altrettanti grandi alberghi in cui sono morte 60 persone, arabi e occidentali. E la guerra in Libano ha fatto il resto. L’unica a trarne giovamento pare essere, a questo punto, l’industria turistica egiziana, per lo meno per quanto riguarda la parte sul Mar Rosso. Seppur continuamente minacciata da nuovi attentati, la zona in cui dal 2004 all’aprile di quest’anno sono state colpite città balneari per un totale di 125 vittime, ha accolto gran parte del turismo arabo dirottato dal Libano. I dati ufficiali del Centro informazioni della Egyptian Tourist Authority (ETA) indicano 831.195 turisti medio orientali nei primi sei mesi del 2006, contro i 721.854 nello stesso periodo del 2005, con un incremento del 29,9%. Di questi 139.917 erano dall’Arabia saudita, che è la quarta fonte di turisti per l’Egitto dopo Germania, Gran Bretagna e Italia. Dall’Italia il calo nel flusso, un milione nel 2004 e 750.000 nel 2005, è stato registrato più che altro verso l’Egitto storico, valle dei templi a Luxor o siti di Asswan, mentre il Mar Rosso “ancora regge”. E Sharm el Sheikh, in particolare, resta ancora una delle mete preferite degli italiani in vacanza.

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