martedì, 30 Novembre 2021

Bit 2004, torna l’ottimismo tra gli operatori

Il risveglio economico e la situazione geopolitica rilanceranno i viaggi

Dopo un 2003 che ha visto un regresso dell’1,2% sugli arrivi internazionali, nel 2004 per il comparto prevale un maggiore ottimismo. Si presenta dunque sotto buoni auspici la Bit, Borsa internazionale del turismo, che si terrà alla Fiera di Milano dal 14 al 17 febbraio. Ieri c’è stata la presentazione, nella quale è stato sottolineato che la sensazione positiva nasce da diversi fattori: dal risveglio economico in Usa, Giappone e in Europa Occidentale, all’attenuazione dei conflitti geopolitici. E’ così attesa per quest’anno una ripresa dei viaggi degli americani verso l’Italia, e ci si aspetta il ‘ritorno’ di tedeschi e giapponesi. Previsioni positive riguardano in particolare la voglia di turismo degli italiani, vista in netta crescita. Secondo l’indagine dell’Osservatorio del turismo di Unioncamere-Isnart, nei primi quattro mesi del 2004 più di 18
milioni di persone intendono andare in vacanza (erano 12,3
milioni nel 2003). Dalle anticipazioni dello studio – che verrà illustrato in Bit – si evidenzia la tendenza progressiva del turista italiano a viaggiare in quasi tutti i mesi dell’anno e a non concentrare le proprie vacanze esclusivamente nei mesi estivi. Le previsioni indicano anche una più accentuata voglia di estero da parte degli italiani. Anche dall’anticipazione di Trademark Italia e Sociometrica –
che il 16 febbraio in Bit presenteranno l’annuale monitoraggio su dove andranno in vacanza gli italiani – emerge una previsione positiva: nonostante il 2004 sia un anno privo di ponti e festività sfruttabili per vacanze, ben il 79% degli italiani ha, più o meno con convinzione, già deciso di andare in vacanza. Sul tipo di vacanza da scegliere c’è invece ancora incertezza: il 24% sogna le isole, il 43% guarda alle rive del mare continentali, in particolare alle spiagge sabbiose e popolari italiane da fruire insieme alla famiglia. Poco più del 16% sogna le vacanze all’estero, ma la voglia di uscire dai confini si scontra con una congiuntura internazionale sfavorevole ai viaggi a lungo raggio. Dalle risposte degli intervistati risulta che il 69,4% (il 68,7 nel 2003) sicuramente resterà in Italia; il 5,7% (3,9 nel 2003) forse in Italia; il 6,3% (4,8 nel 2003) sicuramente andrà
all’estero; il 7,4% (3,5 nel 2003) forse all’estero. Cala la
quota di chi non sa ancora: 11,2% (19,1 nel 2003). Alla domanda ‘dove andrebbe volentieri in vacanza’ hanno risposto 1.951 persone sulle 2.168 interpellate; oltre all’indicazione generale sono emerse anche opinioni di dettaglio. Queste le prime quattro in ordine di consistenza: ‘Quest’anno voglio cambiare (25%); ‘Basta Sardegna’ (21%); ‘Non ne posso più delle spiagge dei vip’ (14%); ‘Non conviene restare
in Italia, vado all’estero’ (13%). Per quanto riguarda il
comparto turistico a livello mondiale, nel 2003 il fattore
geopolitico ha certamente inciso: basti pensare alla riduzione dei viaggi nel primo trimestre per il clima di forte incertezza generato dalla situazione in Iraq. Nel 2003, infatti, gli arrivi dei turisti internazionali sono scesi a 3,7 milioni (-3%) in Europa Occidentale mentre l’Europa
del Sud ha chiuso l’anno con un risultato stagnante. Mantengono le performance del 2002 l’Europa Centrale ed Orientale. Sono invece i Caraibi e l’America del Sud a conoscere un forte sviluppo: rispettivamente +8 e +12%. Altrettanto rapida la ripresa, nel 2003, di Medio Oriente ed Africa, +10 e 5% grazie soprattutto ai viaggi interregionali. L’America del Nord, per il terzo anno consecutivo, ha visto invece una diminuzione del 5% ricollegabile alla debolezza
dell’attività economica (ora in ripresa) e all’ormai ‘consolidata’ paura per gli attentati terroristici. Per Asia e Pacifico il risultato complessivo 2003 è stato strettamente
legato all’epidemia della Sars (come quest’anno potrebbe accadere con l’influenza dei polli) che ha causato una caduta
degli arrivi: -12 milioni.

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