mercoledì, 20 Gennaio 2021

Bolzano, è polemica sul marchio Suedtirol

La proposta della società di marketing è di pubblicizzarlo solo in tedesco

La proposta è stata di una società di marketing tedesca: il marchio turistico dell’Alto Adige va presentato nei Paesi germanofoni soltanto in tedesco, ”Suedtirol”, senza la tradizionale aggiunta in lingua italiana. Ed ora a Bolzano è polemica. Gran parte della clientela turistica della provincia, hanno
spiegato gli esperti, proviene dai paesi dell’area tedesca e, comunque, è opportuno presentare un singolo prodotto con un nome unico. Questione di marketing. Ma la cosa ha destato le ire di parecchi: è subito intervenuta Alleanza nazionale, parlando di ”pulizia etnica” e chiedendo l’immediato ritiro della proposta. Dello stesso avviso anche il viceministro per le attività produttive con delega al commercio Adolfo Urso: ”Le annunciate volontà di proporre ai mercati nazionale e estero un marchio contraddistintivo del prodotto turistico ed agroalimentare unico indicando esclusivamente la denominazione in lingua tedesca della provincia di Bolzano (Suedtirol) senza alcun riferimento all’Italia costituisce obiettivamente un grave errore di marketing che va censurato, in primis, su un piano squisitamente politico”. Urso ha inoltre definito l’iniziativa ”inopportuna e dannosa”. Anche da sinistra non sono mancate le critiche: ”Proporre un nuovo marchio unico per i prodotti della nostra provincia con la scritta solamente in tedesco è una scelta sbagliata che non tiene conto della specificità della nostra terra, che è caratterizzata per l’appunto dal plurilinguismo”, ha detto il segretario dei Ds altoatesini Christian Tommasini, che ha avanzato la richiesta alla Giunta provinciale di non dare seguito a questa indicazione, ”mantenendo un logo bilingue che, fra le altre cose, ha portato ad ottimi risultati nel corso degli anni”. Una voce fuori dal coro delle critiche è stata invece quella dell’europarlamentare uscente Reinhold Messner. ”Si tratta – ha concluso – di una decisione che non spetta ai politici, ma ai tecnici che, contrariamente a questi ultimi, di marketing se ne intendono”.

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