lunedì, 25 Ottobre 2021

Btc, leggera ripresa del congressuale

Il vero boom, però, è ancora lontano

Nei primi sei mesi dell’ anno il turismo congressuale evidenzia una leggera ripresa, ma il bilancio generale resta ancora di segno negativo. Se infatti il periodo febbraio-marzo è caratterizzato da un autentico boom, i mesi successivi sono contrassegnati da un sostanziale calo. Questi i responsi dell’ Osservatorio congressuale italiano relativo all’ andamento del settore nel primo semestre 2003. I dati sono stati presentati a Firenze nel corso della XIX
edizione della Borsa internazionale del turismo congressuale
(Btc) – 470 stand, 1.250 espositori, 640 compratori esteri e 550 italiani – in programma alla Fortezza da Basso fino a domani. Complessivamente, alla fine del primo semestre l’ attività congressuale in Italia segna un -6%, in leggera ripresa rispetto al -8% riscontrato nello stesso periodo del 2002. Da gennaio a giugno 2003 si sono svolti in Italia 54.500 incontri (congressi, convegni, meeting, seminari e riunioni) coinvolgendo oltre 10 milioni di congressisti (+5,2%). Tra le mete preferite dei turisti congressuali ci sono le città d’ arte e i grandi centri urbani, a scapito delle località turistiche, marine in particolare. Un trend registrato soprattutto nella prima parte del semestre. Per il periodo febbraio-marzo, l’ analisi dell’ Osservatorio, indica infatti una crescita sostanziale (+23% il picco massimo) della presenza di turisti congressuali nelle città d’ arte, che hanno raccolto soprattutto eventi di tipo internazionale, per poi calare vertiginosamente nella seconda parte del semestre (-10% e oltre). Dinamica simile rilevata anche negli altri centri congressuali: +14% a marzo, per poi scendere sotto i 30 punti percentuali a giugno. ”Tutta colpa della crisi internazionale e della guerra – ha spiegato il presidente del Btc, Marco Gattai – che rendono il mercato instabile e alimentano la paura di muoversi e viaggiare. Anche il ‘supereuro’ non aiuta il settore. Da tempo non si
registrava un mese di giugno così negativo, periodo da sempre considerato tra i migliori per questa particolare tipologia di turismo”. Secondo l’ Osservatorio congressuale, in questa fase sono le piccole imprese quelle che hanno conseguito risultati migliori. Per loro (che hanno ospitato non più di 1.000 congressisiti nel semestre) gli indicatori sono tutti positivi (incontri +3,7%, partecipanti +9,1%). Viceversa, le aziende più grandi hanno invece subito una flessione degli incontri (-6%), anche se è aumentato il numero di presenze (+10%). Tra le strutture ricettive, in crescita soprattutto i centri congressuali per numero di congressi (+10,71%) e partecipanti (+24,55%), a scapito degli alberghi, che nel primo semestre hanno subito invece pesanti flessioni soprattutto in termini di partecipanti (-17,85%). Sul fronte della clientela congressuale, il segmento sportivo è quello meno presente (-57%), seguito dalle associazioni religiose (-25% e oltre), mentre cala anche la domanda delle associazioni in generale (-12%) e del sistema politico (-21%). A far da contraltare è il sistema delle imprese, che in questo primo semestre ha rappresentato un’ importante boccata di ossigeno per l’ industria congressuale italiana (più 32% la crescita osservata). Per la seconda parte dell’ anno è atteso un ulteriore lieve miglioramento, che dovrebbe portare a chiudere l’ esercizio in corso con un complessivo -4%.

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