lunedì, 18 Gennaio 2021

Capodanno, turismo in ripresa nonostante la situazione internazionale

Fiavet, aumentate del 5% le partenze rispetto al 2001

A Natale e a Capodanno il turismo in partenza dall’ Italia e in arrivo nel nostro Paese ha registrato
una leggera ripresa che ha confermato le previsioni della vigilia e che fa ben sperare gli operatori del settore, i quali, tuttavia, non nascondono che per un pieno recupero dovrebbero essere fugati i timori di una possibile guerra in Iraq. La Fiavet, la Federazione italiana delle agenzie di viaggio,
calcola un aumento delle partenze, rispetto al 2001, pari al 5-6% e dati confortanti ci sono anche sul fronte degli arrivi, soprattutto dall’ Europa dell’ Est. Rimangono ancora deboli il mercato tedesco, quello americano e quello giapponese, sebbene questi ultimi due abbiano fatto registrare un leggerissimo incremento. Ad impensierire gli operatori sono la crisi economica e i possibili scenari di guerra, la ripresa decisiva, per la Fiavet, potrebbe arrivare con le vacanze di Pasqua, ma solo se nel mondo non soffieranno i venti di guerra. Comunque, dice Antonio Tozzi, presidente della Federazione, ”leggiamo i dati con ottimismo: se verranno confermati, il 2003 sarà in ripresa”. Grande successo per le destinazioni a medio e corto raggio e per la vacanza di qualità, montagna compresa. Per l’ Enit, l’Ente italiano per il turismo, il 2002 si è chiuso con un bilancio migliore del previsto per il turismo estero in Italia, ma a preoccupare è lo scenario economico del 2003 e soprattutto quello politico mediorientale che, secondo Amedeo Ottaviani, presidente dell’Enit ”potrebbe nuovamente bloccare la ripresa degli ultimi mesi”. In questo quadro abbastanza positivo c’è anche chi, come gli operatori di alcune città d’arte, lamenta dati tutt’ altro che confortanti. A Roma gli albergatori riuniti dall’ Apra, l’ associazione provinciale romana che li rappresenta, parlano di ”Natale sottotono” con minori presenze che vanno dal 5 al 15%, secondo la categorie alberghiere, e di un Capodanno con minori presenze che si aggirano tra il 2 il 7% rispetto allo scorso anno.

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