giovedì, 25 Febbraio 2021

Carnevale di Venezia, sfida vinta in Laguna

Nonostante il maltempo sono stati 570 mila i visitatori

Il Carnevale di Venezia ispirato all’Oriente vince la sfida dei numeri, nonostante le bizze metereologiche. A tracciare un bilancio dell’evento, che ha visto susseguirsi in laguna e in terraferma 310 spettacoli targati Oriental Express, sono stati oggi il direttore artistico Felice Laudadio e l’assessore municipale alla cultura e al turismo, Armando Peres. Costato 1 milione 300 mila euro, coperti dalle
sponsorizzazioni, il Carnevale ha portato a Venezia tra 550 e
570 mila persone – ha sottolineato Peres – contro le 530-550
mila della scorsa edizione. Nei tre fine settimana clou
dell’evento e nelle giornate di giovedì e martedì grasso gli
ospiti sono stati tra i 296.500 e i 324.000. Difficile un confronto realistico con la rassegna del 2003 anche in considerazione della diversa durata (un week end in più) della manifestazione di quest’anno. L’unica comparazione
che Peres azzarda è tra il primo week end 2003 e il secondo
week end 2004, entrambi caratterizzati da bel tempo e da
spettacoli di richiamo: quest’anno – sostiene Peres – si
registra un aumento di presenze di circa il 60%. Ma lo stesso
assessore ammette che da un raffronto diretto tra i due fine
settimana cruciali e le due giornate clou, il Carnevale di
quest’anno ha registrato un numero di ospiti inferiore.
L’edizione 2004 ha tenuto a battesimo un nuovo volto del
Carnevale, più diluito in termini di presenze nell’intero arco temporale della manifestazione, meno invasivo per una città che rischia la paralisi oltre la soglia di 100 mila ospiti contemporaneamente, ma soprattutto sempre meno legato al turismo del ”mordi e fuggi”. ”Sono diminuiti gli escursionisti di prossimità, termine con il quale indichiamo gli ospiti provenienti dal Veneto o dalle regioni vicine – afferma Peres – e si è modificato il rapporto stranieri/italiani: da 30/70 siamo passati ai 40/60 di quest’anno”. Se dal Cavallino (località balneare dove frequentemente sostano i pullman di turisti diretti a Venezia, per evitare di pagare la tassa di ingresso in città) sono giunti in centro storico gli stessi visitatori dello scorso anno, a conquistare terreno sugli albergatori della laguna sono stati i concorrenti delle vicine spiagge che, grazie una politica promozionale che Peres definisce ”aggressiva”, sono riusciti ad accrescere le proprie presenze. Dati incoraggianti vengono anche dai contatti registrati dal sito del Comune e da quello del Carnevale di Venezia: negli ultimi due mesi è stato visitato da 9 milioni di persone, tra cui molti americani. Non tutto è andato comunque come sperato. A deludere gli organizzatori sono stati i risultati in termini di pubblico degli eventi organizzati al Centro Candiani di Mestre – ha sottolineato Laudadio – mentre è stata buona la risposta da parte delle località della Riviera del Brenta coinvolte nell’iniziativa. ”A parte i problemi meteorologici che tuttavia non hanno danneggiato più di tanto gli spettacoli giacché siamo riusciti a salvarli quasi tutti – rileva Laudadio – quel che sarebbe stato meglio evitare è stata l’aggiunta di una settimana ai 12 giorni canonici del Carnevale, richiesta
dall’Associazione albergatori veneziani per ragioni evidenti a chi guarda al Carnevale degli alberghi”. Per Laudadio il vero evento nell’evento è stata ”la massiccia, insospettabile partecipazione di giovani e giovanissimi a tutte le manifestazioni, a sfatare la leggenda secondo cui Venezia è una città di vecchi e di anziani, una città morta”.

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