venerdì, 18 Giugno 2021

Cefalù, depuratore mette a rischio turismo

I liquami che fuoriescono dal “pennello a mare” stanno rovinando le vacanze

Non dovrebbe succedere, ma succede da anni e quest’estate la soglia di tolleranza è stata superata, e di molto: i miasmi provenienti dal depuratore di Cefalù (sulla carta seconda stazione turistica siciliana dopo Taormina) assediano residenti e vacanzieri al punto che è sorto un comitato spontaneo di protesta. L’impianto, con la vasche di raccolta e le condutture che immettono i liquami nel “pennello a mare”, è sulla costa, tra la periferia del vecchio borgo e il porto di Presidiana, in un’area soggetta ai capricci dei venti. Se soffia il maestrale, i cattivi odori invadono una certa porzione di territorio, se incombe lo scirocco, la puzza aggredisce altri siti. In ogni caso il problema si scarica con cadenza ordinaria sul centro storico, che è poi la meta privilegiata dei visitatori oltre che essere densamente popolato dagli abitanti del posto. Peraltro – sottolineano gli aderenti al gruppo “Amici della Giudecca” (il rione più esposto) – è il primo insostenibile, cattivo biglietto da visita per i diportisti che approdano a Cefalù. L’assessore comunale all’ambiente, Cesare Augusto, ha detto al comitato di protesta che si cercherà di inserire il problema all’ordine del giorno della prossima giunta, con l’obiettivo di fare uno storno di bilancio per tamponare l’emergenza. Eventuali interventi, però, non sono prevedibili prima di ottobre. E intanto i turisti scappano.

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