sabato, 28 Novembre 2020

Chiusi punta a essere il primo polo etrusco

Progetti per 4 Mln di Euro per attirare turismo di qualità

Chiusi si candida ad essere il ‘polo etrusco’ per eccellenza e per questo mette in campo una serie di iniziative: dalla presentazione dei segreti enogastronomici etruschi, presentati dai migliori ristoratori della zona, con un
menu a base di brustico, farro e filetti d’anguilla, alla costruzione di una vera e propria ‘rete’ con altre realtà vicine, con le quali, un tempo, erano forti i legami politici e militari dell’antico popolo etrusco: da Grosseto a Fiesole, da Tarquinia a Volterra. ”Vogliamo attirare un turismo di qualità – spiega il giovane primo cittadino, Luca Ceccobao – e in questo progetto una mano arriva dal Pautac, il Parco archeologico urbano, territoriale e ambientale, grazie al quale possiamo disporre di 4 milioni e mezzo di euro per allestimenti e nuove iniziative che vedranno la luce entro la fine del 2005”. Tra i progetti, dopo la recentissima apertura della sezione museale interamente dedicata all’epigrafia etrusca – la prima e unica in Italia – che contiene 500 iscrizioni su urne cinerarie e tegole tombali esposte nei sotterranei che si snodano nell’ area del centro storico di Chiusi, ora e’ in programma l’apertura di una sezione dedicata alle attività produttive nel Museo Civico. ”Mostreremo quali erano le attività produttive nel 700 e nell’800 – spiega il sindaco – con reperti della società contadina, come olio, vino, farro. Il nostro territorio, già ricchissimo di tesori archeologici, vuole recuperare infatti anche una rete di percorsi dell’antica maglia sotterranea per la realizzazione di circuiti turistico-culturali di valore, ai quali si vuole abbinare la produzione agro-aliminare che ha radici storiche forti e tipiche”. Con questa sezione delle attività produttive, inoltre, verranno pienamente valorizzati alcuni locali del palazzo Bonci-Casuccini che, costruito agli inizi del XVI secolo, divenne residenza dell’ omonima famiglia, di origine senese, che vantava grandi possedimenti nel territorio chiusino e che dal 1718 nel fece la sede amministrativa dei propri beni, nonchè luogo di deposito e conservazione di olio, vino e cereali, tanto che prese il nome di ‘fattoria’. ”Si tratterà – sostiene il professor Roberto Caparra, già ordinario di Storia medioevale all’Università di Sassari e appassionato dell’archeologia chiusina, a cui l’amministrazione comunale di Chiusi ha affidato l’incarico di allestire la sezione museale – di un allestimento assolutamente originale ed innovativo. Il pubblico procederà attraverso un percorso a ritroso nel tempo: sarà invertito
cioè il tradizionale ordine cronologico usato nei musei e si partirà dal presente per addentrarci fino all’antichita”’. Tra i progetti in cantiere anche l’allestimenti di una terza sezione del Museo, nel Palazzo delle Logge, in piazza XX Settembre. Strumenti multimediali e plastici spiegheranno l’antico sistema di approvvigionamento idrico sotterraneo, ma serviranno anche a descrivere come è avvenuta l’opera di scavo, chi vi ha contribuito, come e quanto i volontari hanno lavorato, quali strumenti hanno utilizzato. ”Si tratterà di una parte interattiva dedicata soprattutto alle scuole – conclude Ceccobao – per stimolare la conoscenza e la fantasia delle giovani generazioni”.

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