sabato, 4 Dicembre 2021

Cina, si riaffaccia l’incubo Sars

In Italia la task force prepara l’aggiornamento per le Regioni

La paura di una nuova epidemia della Sars torna ad impossessarsi della Cina, dove giovedì, a Guangzhou, nella regione meridionale del Guangdong, focolaio della malattia, è stato reso noto un ulteriore caso sospetto: quello di una giovane cameriera, che ha lavorato fino a poche settimane fa a contatto con i clienti di un popolare ristorante di pesce. La ragazza, 20 anni, è ricoverata da due settimane nell’ospedale cittadino e sul suo stato di salute non si hanno molte notizie; 48 persone, che hanno avuto stretti contatti con lei, sono state messe in quarantena dalle locali autorità sanitarie, mentre su un’altra sessantina di persone sono in corso analisi e accertamenti medici. ”Al momento – affermano i responsabili medici, cercando di tranquillizzare la popolazione – nessuno, tranne la giovane cameriera, ha manifestato problemi respiratori o febbre, i sintomi caratteristi della Sars (Sindrome respiratoria acuta)”. Dall’ospedale è stato intanto dimesso oggi il programmista televisivo di 32 anni, conosciuto con il nome di Luo, primo caso di Sars accertato nel 2004, e ormai definitivamente guarito. Notizie rassicuranti arrivano anche da Hong Kong dove sono risultati negativi ai test del virus due dei tre membri di una troupe televisiva, sospettata alcuni giorni fa di aver contratto la Sars durante un reportage nel mercato degli animali e nel nosocomio di Guangzhou, dove si erano recati per visitare per l’appunto Luo. Il terzo giornalista di Hong Kong è però invece ancora sotto osservazione. Nonostante i casi siano per ora sporadici, la preoccupazione per il possibile risorgere del contagio è molto alta; i cinesi
si stanno apprestando a festeggiare il nuovo Capodanno lunare, occasione di feste, riunioni conviviali, viaggi di centinaia di milioni di persone in tutto il Paese. Lo scenario ideale – si teme- per una nuova propagazione incontrollata della Sars, l’epidemia che lo scorso anno provocò 800 morti in tutto il mondo, di cui 350 nella sola Cina. Per tale motivo, le autorità cinesi stanno rafforzando i controlli negli aeroporti e negli scali ferroviari, così come stanno facendo le autorità aeroportuali degli altri paesi tra cui l’Italia. Il caso di Luo è stato collegato ad un virus individuato anche negli zibetti, animali selvatici considerati una e vera e propria prelibatezza sulle tavole dei cinesi e venduti nei mercati del sud del Paese. Luo ha per la verità negato di aver mangiato la carne di zibetto, ma le autorità sanitarie cinesi, nonostante le perplessità dell’Organizzazione mondiale della Sanità, hanno decretato la strage di 10 mila di queste bestiole e il divieto assoluto della loro vendita nei mercati cinesi. In realtà , la ricomparsa della Sars è al momento ancora un
mistero. ”Sul caso di Luo, non si hanno risposte certe ”, ha dichiarato il portavoce dell’Oms a Pechino, Roy Wadia.
In Italia la task force di esperti anti-sars nominata lo scorso anno al ministero della salute sta preparando un aggiornamento delle linee guida dedicate alle Regioni per contrastare la nuova malattia. Lo ha annunciato il coordinatore del gruppo di esperti, Pietro Crovari, spiegando che le indicazioni servono per organizzare al meglio e mettere in preallarme i servizi territoriali in caso di necessità. ”Le indicazioni vanno aggiornate in base all’esperienza che è stata accumulata nel corso del 2003 – ha detto Crovari – e puntano l’attenzione soprattutto sulla individuazione e gestione degli eventuali primi casi che dovessero verificarsi; disposizione fondamentale da attuare in caso di bisogno è l’isolamento dei casi sospetti ( persone che presentano febbre elevata e che provengono da viaggi in Cina) in centri ospedalieri attrezzati. Per queste persone – ha sottolineato il microbiologo – è necessario effettuare tutti gli esami diagnostici di conferma o di esclusione in strutture affidabili, in grado di proteggere non solo il malato ma anche coloro che prestano assistenza. Tutti i medici degli aeroporti che stanno effettuando i controlli anti sars hanno a disposizione l’elenco degli ospedali di riferimento specializzati in malattie
infettive che dispongono delle camere di isolamento a pressione negativa ai quali avviare eventuali casi sospetti”. Quanto ai test di diagnosi Crovari ha ricordato che sono a disposizione quelli indicati dall’organizzazione mondiale della sanità. ”I test da soli non hanno significato conclusivo – ha sottolineato Crovari – ma vanno interpretati insieme agli altri dati clinici del malato”.
I medici degli aeroporti hanno invece sottolineato la necessità di un maggior coordinamento con le compagnie aeree e per questo ci sarà presto una riunione con Assoaeroporti e con Enac per fare in modo che le informazioni sui viaggiatori arrivino in modo accurato.

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