sabato, 4 Dicembre 2021

CNR, è giugno il mese giusto per partire

Sarà il mese migliore per le vacanze, poi tempo instabile

Evviva le partenze intelligenti. A stabilirlo non sono i soliti appelli anti-stress e anti traffico che ogni anno cercano vanamente di dissuadere i vacanzieri di agosto, ma le previsioni meteo stagionali dell’estate 2005. Non
c’e’ dubbio, il mese piu’ indicato per le ferie sembra essere proprio giugno: 30 giorni che saranno caratterizzati da ondate di calore numerose, intense ma soprattutto improvvise. Ad anticipare l’andamento climatico del prossimo trimestre e’ la ricercatrice Marina Baldi dell’Istituto biometeorologia
(Ibimet) di Firenze del Cnr che rassicura subito gli italiani: ”Niente paura, le temperature di giugno, seppur calde, non avranno niente a che fare con quelle
della lunga estate 2003 che misero in ginocchio agricoltura ed essere umani”. Ma per chi puo’ scegliere il periodo in cui programmare le ferie, ben venga il mese prossimo. Per quanto riguarda invece luglio e agosto saranno due mesi assolutamente nella norma, con temperature e precipitazioni nella media, senza
alcuna anomalia. Quindi, secondo la ricercatrice, non dovrebbero verificarsi problemi di siccita’. Si tratta di previsioni che comunque devono avere come
imperativo il condizionale. Infatti, mentre per quelle a corto e medio termine, da 1 a 3-5 giorni che permettono di pianificare il fine settimana, sono stati fatti enormi progressi, per le stagionali si procede invece a piccoli passi; e questo nonostante siano davvero fondamentali per la gestione delle risorse idriche, per l’agricoltura e il turismo. ”Si tratta di un campo dai risultati per ora incerti – ammette Baldi – che molti istituti come il Centro Europeo per la previsione Meteorologica a Mediotermone (Ecmwf) di reading (Uk) non divulgano se non ad una ristretta cerchia di ‘addetti ai lavori’; questo per evitare un’interpretazione non corretta dei risultati da parte del grande pubblico”.
La difficolta’ sta nel fatto che il sistema terra-atmosfera interagisce in modo molto complicato attraverso gli interscambi di energia. Molto dipende dalla diversa capacita’ del mare e dell’atmosfera nel ritenerla e rilasciarla. La conoscenza dello stato termico degli oceani su tutto il globo, e’ fondamentale
per ottenere informazioni sul comportamento dell’atmosfera nei mesi successivi. ”Siamo ancora lontani dal poter utilizzare le previsioni stagionali per sapere in quale mese andare a sciare e sopratutto in quale regione delle Alpi prenotare”, afferma ancora Baldi, secondo cui il modello piu’ accreditato e preso in considerazione da tutti gli enti meteo del mondo, americani inclusi, e’ quello degli analoghi. ”Si considera ad esempio il clima di un mese e, prendendo in considerazione nel passato tutti i mesi simili, si va a vedere cosa e’ successo in quell’ estate successiva”. L’andamento delle temperature di aprile, caratterizzate da una rigidita’ iniziale con abbondanti precipitazioni superiori del +12% alla media e poi da un’ondata di caldo eccezionale, e’
stato molto simile allo stesso periodo del 1994. Da qui le previsioni estive, che dovrebbero essere in linea con quelle dell’estate di 11 anni fa che, caratterizzata da temperate nella media, ma con ondate di calore piu’ accentuate appunto a giugno. ”Certo – puntualizza infine Baldi – bisogna considerare che
nell’ultimo decennio sono aumentate di mezzo grado circa le temperature medie dell’aria e del mare, con una conseguente incremento sia in numero che in intensita’ delle ondate di calore; ed e’ proprio questa una delle conseguenze piu’ immediate del cambiamento della mappa atmosferica sia dell’Atlantico, che dell’Africa”.

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