venerdì, 28 Gennaio 2022

Colono di Gaza propone viaggi organizzati in Iraq

Israele e Iraq, nel dopo Saddam, potrebbero essere amici

Il turismo non può morire. La conferma arriva dalla striscia di Gaza dove, nonostante le difficoltà note, si prova a guardare al futuro con ottimismo, immaginando nuovi sbocchi per l’outgoing, visto che l’incoming è stato seppellito dall’Intifada e dalla paura del terrorismo. Un colono della Striscia di Gaza ha escogitato un pacchetto quanto meno originale, visto il periodo: sta proponendo un viaggio organizzato in Iraq per il prossimo autunno alle decine di migliaia di ebrei di origine irachena costretti a emigrare in Israele. Lo ha riferito la stampa israeliana. Il promotore dell’iniziativa, Arieh Yitzhaki, un colono dell’insediamento di Kfar Yam nonché storico militare, ha precisato
che il viaggio avrà un costo di 800 dollari e che prevede otto pernottamenti all’albergo Al-Mansur di Baghdad, pasti a base di pesce al ristorante Abu Nuwas e soste al caffé Blalikah sulle sponde del Tigri. Un analista politico israeliano, Gai Bakhur, anch’egli ebreo di origini irachene, si è dal canto suo detto certo che Israele figurerà tra ”i nuovi alleati di Baghdad”. Il ministero della giustizia israeliano starebbe intanto preparando una lista dei beni confiscati agli ebrei iracheni per richiederne il rimborso, valutato a quanto sembra in un miliardo di dollari, al nuovo governo che verrà insediato a Baghdad.

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