venerdì, 30 Luglio 2021

Compagnie aeree Usa nel mirino delle agenzie di viaggio

Dopo guerra e Sars, arrivano le denuncie per aver tagliato le commissioni

Tempi duri per le compagnie aeree americane. Da due anni a questa parte continuano a precipitare in un vortice senza fine. Prima l’11 settembre, poi la lenta ripresa ed ecco la guerra in Iraq. E come se non bastasse spunta fuori pure la Sars, la polmonite atipica che sta influenzando il settore forse ancor di più che i venti di guerra. Ed ora spunta un nuovo nemico, questa “scelto” dalle compagnie e da chi ne ha redatto la strategia negli ultimi anni. Settanta agenzie di viaggio, attive a livello mondiale, hanno avviato una causa legale (il cui inizio è previsto oggi presso il Tribunale di San Francisco) contro 19 società dell’aria, tra le quali spiccano American Airlines e United Airlines, accusate di avere creato un cartello per tagliare le commissioni sulle vendite dei biglietti. Pratica – secondo le agenzie di viaggio – lesiva della concorrenza e che, iniziata nel 1997, avrebbe eroso notevolmente i loro introiti. Per questo, le 70 querelanti hanno inserito nell’atto di citazione la richiesta di un risarcimento economico pari al 10% di ogni singolo biglietto venduto dalle compagnie aeree proprio a partire dal 1997. La notizia dell’apertura di una causa legale nei confronti dell’industria dell’aria affievolisce, il contenuto ottimismo che aveva colorato l’apertura di giornata di United Airlines. La seconda compagnia aerea statunitense, in bancarotta dallo scorso dicembre, ha infatti raggiunto – nella tarda serata di ieri – un accordo preliminare con le organizzazioni sindacali degli attendenti di volo e degli spedizionieri, finalizzato a ridurre sensibilmente i costi di gestione di circa 2,6 miliardi di dollari in sei anni. Il raggiungimento dell’accordo – benché adesso manchi ancora il sì dei meccanici – rappresenta una delle poche notizie positive per la compagnia aerea toccata duramente da questo difficile periodo per il comparto del trasporto aereo. Per la casa di Chigago, nel mese di marzo, il traffico dei passeggeri e calato del 5,7% rispetto al medesimo periodo dell’anno prima, con le maggiori flessioni registrate sulle rotte transatlantiche (-19%) e asiatiche (-13,5%). Cali riportati, in via generale, anche dalle altre concorrenti di United: sempre in marzo, Northwest Airlines ha
visto scemare il proprio traffico del 6,4% (-25% sulle tratte transatlantiche; -6,8% su quelle asiatiche) e Us Airways – fresca di riemersione dall’ amministrazione controllata – del 16% complessivo.

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