giovedì, 24 Settembre 2020

Conclusa Thermalia, in 1.400 alla tre giorni di Ischia

L’assessore Vincenzo De Luca: “Chiederò a Rutelli di potenziare la manifestazione”

La domanda straniera di vacanze termali in Italia è sempre più orientata al lusso, agli alberghi a quattro e cinque stelle, e i turisti provenienti dal grande bacino della Russia sono saldamente in testa a questo trend, seguiti da statunitensi, inglesi e giapponesi. Sono questi i risultati di spicco della edizione numero 17 di Thermalia Italia, la Borsa internazionale del turismo termale e del benessere promossa e finanziata dalla Regione Campania con la collaborazione operativa dell’Enit e dell’Ept di Napoli a cui hanno preso parte oltre 1.400 addetti ai lavori, 60 operatori provenienti da 16 paesi interessati all’acquisto dei prodotti-vacanza italiani, offerti dai 148 “suppliers” che hanno rappresentato 112 aziende provenienti da 16 regioni. Tra le richieste manifestate dai buyers in primis il desiderio di conoscere i Centri benessere e gli alberghi a quattro e cinque stelle più da vicino, la necessità di poter consultare materiale multilingue e di visionare le brochure in formato digitale oltre all’invito esplicito a organizzare un numero maggiore di visite alle strutture alberghiere e termali. Intanto Vincenzo De Luca, assessore regionale alle Acque Minerali e Termali ha dichiarato che chiederà al vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Francesco Rutelli, di “impegnarsi per potenziare Thermalia Italia, affinché la borsa del termalismo di Ischia assuma una maggiore valenza e importanza sul piano nazionale”. A tal proposito, De Luca ha annunciato che nei prossimi giorni sarà completato l’iter della legge regionale sul termalismo. “Tale legge – ha sottolineato l’assessore – ha l’obiettivo di disciplinare la materia delle acque minerali e termali, nonché le piccole utilizzazioni geotermiche e le acque di sorgenti. La regolamentazione è indispensabile sia perché l’entità delle risorse regionali è notevole, sia perché una normativa organica serve a razionalizzare lo sfruttamento, eliminando l’abusivismo che potrebbe avere gravi ripercussioni sull’intero sistema. Saranno previsti inoltre sistemi incentivanti per il sostegno delle iniziative tese alla creazione di nuovi posti di lavoro».

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