domenica, 24 Ottobre 2021

Confcommercio, la burocrazia pesa per 1,5 Mld di Euro

Billè, se passa l’art.18 dovremo ridimensionare e ricorrere a forme di lavoro precario

La burocrazia e la carenza di infrastrutture, accompagnate dall’alto costo dei servizi di base e dalle tasse e imposte locali, pesano sul turismo italiano per ”almeno un miliardo e mezzo di euro all’anno”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio Sergio Billè intervenendo a Firenze dove l’associazione dei commercianti ha organizzato un’iniziativa per dire no al referendum sull’articolo 18. Per le piccole imprese turistiche italiane, ha spiegato Billè, la burocrazia e le pratiche amministrative in Italia richiedono una media di 35 giorni contro solo qualche giorno della Germania dove i costi non superano i 500 euro, mentre in Italia ne sono necessari 1.620. La stessa situazione si presenta, secondo Billè, anche per quanto riguarda il peso di tasse e imposte che gravano in Italia per circa il 50% sul reddito di un’impresa turistica contro il 34 della Francia o il 30 della Gran Bretagna. Il presidente di Confcommercio ha quindi puntato il dito anche sulla carenza di infrastrutture che recenti studi indicano pesare sul comparto per il 61%. La tariffa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2004
– ha poi detto Billè – prevede un aumento di questa imposta mediamente del 340%. ”Se sciaguratamente – ha concluso il presidente di Confcommercio – passasse il referendum sull’articolo 18, il 90% delle nostre imprese turistiche si vedrebbe costretta o a ridimensionare l’area della loro attività o a ricorrere maggiormente a quelle forme di lavoro precario oggi consentite dalla legge”.

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