martedì, 20 Aprile 2021

Conferenza nazionale del turismo, il 2004 chiude in rosso

Il rapporto Mercury intravede segni di ripresa dal 2005

Il 2004 è stato ancora una volta un anno di segno negativo per il turismo, ma per quel che riguarda il 2005 cominciano già ad emergere timidi segnali di ripresa, soprattutto per quanto riguarda le città d’arte. Dati che consentono di guardare con ottimismo alla prossima stagione, quella del vero rilancio del settore: nel nostro paese dovrebbero tornare gli americani ma anche gli europei dal nord e dall’est Europa, privilegiando soprattutto le località del sud. A fronte del pessimismo degli operatori che ha caratterizzato gli interventi di gran parte degli intervenuti alla prima giornata del congresso nazionale del Turismo, a Genova, il rapporto sul turismo italiano 2004 presentato ed elaborato
dalla società Mercury con il contributo di Enit, Anci, Bit, Istat, Unioncamere, gli assessorati regionali al Turismo, l’Istituto geografico De Agostini, sotto il patrocinio del ministero delle Attività produttive, sotto un segno diverso,
che fa sperare in una buona ripresa del settore.
Nel periodo fra gennaio e maggio 2004 le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, secondo il rapporto, sono aumentate del 12,4% ed un andamento positivo si prevede anche per l’ultimo quadrimestre. Particolarmente male, al contrario
del 2003, è andata invece la stagione balneare, con una diminuzione delle presenze dall’estero superiore al 4% e un calo del fatturato, per il movimento dall’estero, pari almeno al 7%. La crisi dei movimenti turistici dell’Italia ha colpito anche altri grandi paesi a destinazione turistica, come la Francia, mentre altri hanno tratto vantaggi come la Spagna e il Regno Unito. Tra le destinazioni che vedono rilevanti incrementi di presenze turistiche vi sono i paesi dell’Est Europa ma amche la Croazia e la Turchia.
Al di la delle cause che hanno determinato la crisi del settore (terrorismo, sars, crisi economica mondiale) se ne aggiungono alcune tipicamente italiane: quelli che possono essere considerati i grandi motori del turismo, si legge nel
rapporto, stanno rivelando una fase di vera e propria crisi: è il caso della nostra compagnia di bandiera e di alcuni grandi tour operator nazionali, a partire da Parmatour, Cit e Viaggi del Ventaglio.
Tuttavia il rapporto rileva come dopo 3 anni di difficile congiuntura, anche se non si può ancora parlare di rilancio, sono presenti diversi segnali positivi che fanno ben sperare per il futuro. A beneficiare della maggiori presenze saranno soprattutto gli alberghi di qualità da un lato, ma anche le strutture più flessibili, come gli agriturismo, i residence, gli ostelli, i bad and breakfast e ad approfittare della ripresa dei flussi saranno innanzitutto le città d’arte, del turismo culturale, le località termali e il turismo benessere.
Sul fronte dell’offerta alberghiera, il tredicesimo rapporto sul turismo italiano rileva come l’Italia sia il paese europeo leader nel settore.
Nel contesto del turismo internazionale, secondo la WTO, l’organizzazione mondiale del turismo, l’Italia si colloca al quarto posto nel mondo in termini di arrivi di turisti, con 39,6 milioni di arrivi stimati per il 2003. E’ preceduta dalla Francia (75 milioni), dalla Spagna (52,3 milioni) e dagli Usa
(con oltre 40 milioni di arrivi) e seguita dalla Cina. A livello di flussi internazionali la WTO stima che lo scorso anno vi sia stata una diminuzione di arrivi di turisti pari al -1,2%, e per il 2003 vi siano stati 694 milioni di arrivi di turisti internazionali che hanno dato luogo a circa tre miliardi
di pernottamenti se si considerassero anche i movimenti dei residenti all’interno dei singoli paesi, la movimentazione mondiale in termini di pernottamenti turistici raggiunge i 10 miliardi.

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