mercoledì, 23 Settembre 2020

Confturismo, in un documento i si e i no alla Finanziaria

Bene le risorse per il turismo, no a imposta di scopo

Imposta di scopo e tassa di soggiorno: ecco i mali peggiori della Finanziaria secondo Confturismo. L’associazione, che raccoglie oltre 200 mila imprese che fanno capo a Confcommercio sulle 270
mila totali, in un documento presentato ieri alla stampa, fa il punto sulla manovra finanziaria 2007. E se da un lato Confturismo si può ritenere soddisfatta per la detraibilità dell’Iva sul turismo congressuale e gli stanziamenti a favore del settore, sono assolutamente da bocciare oltre all’imposta di scopo e alla tassa di soggiorno, la revisione degli studi di settore, l’esclusione del lavoro turistico stagionale dalla riduzione del cuneo, il trasferimento forzoso di una parte del Tfr all’Inps e l’aumento di 2 punti dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi e gli apprendisti. Soddisfazione invece per la ridefinizione dei canoni demaniali sulle spiagge, con la quale, “grazie alla sensibilità del ministro Rutelli” sono stati scongiurati i temuti aumenti del 300% previsti dalla finanziaria 2004. Plausi anche per la detraibilità dell’Iva sul turismo d’affari, nel quale per anni l’Italia “ha sofferto di un gap competitivo del 10%”, ma da cui sono escluse, si lamenta, agenzie di viaggio e aziende organizzatrici. Fra le altre misure promosse da Confturismo, gli interventi a sostegno del settore: i 10 milioni annui previsti fino al 2009, i 48 mln aggiuntivi per la crescita dimensionale delle imprese, i 2 per l’Osservatorio nazionale per il turismo, i 51 per l’Agenzia nazionale per il Turismo, i 25 mln per il Fondo della montagna per il solo 2007. Infine Confturismo lancia le sue proposte: interventi migliorativi sul fronte della riduzione Iva dal 20 al 10% per categorie come porti turistici e stabilimenti balneari, norme sulla registrazione degli alloggiati e per chi opera nei paradisi fiscali.

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