martedì, 30 Novembre 2021

Confturismo: tengono le presenze, ma crollano le entrate

Bocca, se la crisi continua ci saranno perdite annue di 3 mld

Una perdita di 3 miliardi di euro l’anno. E’ questo lo spettro che aleggia sul comparto del turismo se non vi saranno interventi adeguati a frenare l’emorragia che, complice il maltempo e i problemi della sicurezza, hanno afflitto il settore nella stagione appena trascorsa. Così Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, fotografa la stagione turistica 2002 definendola una “annata con molti distinguo” e chiede venga dedicato al comparto “un capitolo specifico nella Finanziaria per il suo rilancio”. Anche perché il settore rischia di perdere “quasi il 5% del giro d’affari complessivo, corrispondente a 70 miliardi di euro annui che concorrono per circa il 7% del Pil nazionale”.
Il consuntivo della stagione turistica appena trascorsa fa del resto segnare un crollo delle entrate valutarie, una tenuta delle presenze, ma una diminuzione dei contratti di assunzione. Molti comparti “hanno sofferto perdite di fatturato”, ha spiegato il Presidente di Confturismo. Nel complesso, tuttavia, “c’è stata una sostanziale tenuta degli arrivi e delle presenze,caratterizzata, però, da una clientela dotata di una minore capacità di spesa rispetto agli anni precedenti”. Bocca, nel corso della conferenza stampa di presentazione del consuntivo dei primi otto mesi dell’anno, ha spiegato che mentre il comparto dei campeggi ha chiuso con un sostanziale pareggio in termini di ospiti, gli stabilimenti balneari hanno subito “un crollo di quasi il 50% delle presenze e quello dei residence un -3% di pernottamenti a causa dei rientri anticipati dei clienti per il maltempo”. A questo si aggiunge in comparto alberghiero, dove nonostante i primi otto mesi dell’anno c’è stata “una parità di pernottamenti rispetto allo stesso periodo del 2001 (circa 178 milioni), in quello delle agenzie di
viaggi si è verificata una perdita del 5% del giro d’affari determinato dalla sola biglietteria aerea, in quello dei bar e ristoranti un incremento della spesa per consumi fuori casa pari all’1% (a fronte di un +2,5% dello scorso anno)”. Il vero “crollo” è sul fronte delle entrate valutarie turistiche con una riduzione dell’11% nel semestre gennaio-giugno, dichiarato dall’Ufficio italiano cambi.
Numeri, questi, che secondo Bocca, dimostrano l’instabilità della situazione che a fronte di una leggera flessione degli arrivi e delle presenze complessivi, in termini di fatturato, di offerta e di domanda medio-alta rende invece evidente la crisi. Una crisi “palpabile, nonostante la intatta competitività tariffaria del sistema turistico nazionale”. E’ però ancora la “marcata diminuzione di clientela ad alta capacità di spesa, statunitensi e giapponesi in particolare, nelle principali città d’arte, con flessioni del 20%-25%”, a fare la differenza determinando una sofferenza significativa di tutto l’indotto prodotto dal turismo. E gli incrementi di altre fasce di stranieri “non ha sopperito – secondo Confturismo – alla flessione economica che, se dovesse attestarsi sul dato indicato da gennaio a giugno dall’Ufficio Italiano Cambi, significherebbe una perdita annua nel fatturato nazionale del turismo di 3 miliardi di euro”. C’è poi un altro capitolo di grande sofferenza: “sul fronte del mercato del lavoro turistico, che occupa nei periodi di maggior affollamento oltre 2 milioni di persone, notiamo – spiega Bocca – un calo da gennaio a settembre di quasi il 7% di
contratti d’assunzione negli alberghi e nei ristoranti”. “Il settore, quindi, – attacca polemicamente il presidente di Confturismo – continua a navigare a vista con difficoltà nell’ indirizzo politico nazionale, senza una strategia congiunta di tutte le Regioni e senza un Enit dotato di risorse adeguate”. Con l’impostazione attuale della gestione politica, il settore appare “orfano di una cabina di regia centrale che consenta – sottolinea Bocca – di rapportarci con l’Unione Europea e sfruttare al meglio l’enorme disponibilità di fondi comunitari orientandone l’utilizzo per i vari comparti della nostra filiera”.

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