sabato, 27 Febbraio 2021

Cts, le vacanze diritto dell’uomo

Turismo sociale per le fasce sociali più deboli

Le vacanze non sono un lusso riservato a pochi fortunati, ma fanno parte dei diritti fondamentali
dell’uomo. Lo ricorda il Centro studi del Cts (Centro turistico giovanile) nel corso della presentazione a Roma della prima ricerca su “Il turismo sociale: le politiche gli attori e il mercato”. “Il diritto al riposo ed alla vacanza – spiega la sociologa Rita Cannas, autrice dell’indagine – sono riconosciuti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo dell’Onu oltre che dalle Costituzioni di numerosi Stati”. Così le vacanze che sino al secolo scorso erano considerate un lusso solo per le elite dell’aristocrazia o dell’alta borghesia, oggi sono diventate un fenomeno di massa che coinvolge ogni anno milioni di lavoratori e le fasce sociali più deboli. Per garantire il “diritto alla vacanza” e venire incontro alle esigenze di queste categorie di viaggiatori o aspiranti tali, il turismo sociale si impegna per consentire loro di godersi il riposo e lo svago. I dati elaborati dalla ricerca realizzata dal Cts con la collaborazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, rivelano che il turismo sociale coinvolge famiglie, giovani, anziani e persone con bisogni specifici come ad esempio i disabili. La domanda di turismo sociale, spiega Rita Cannas nella sua ricerca, è costituita da circa un milione di italiani, circa il 3% dei turisti del nostro Paese. Numeri ai quali vanno aggiunti due milioni di anziani e circa 500 mila persone che non viaggiano per problemi di salute, ma che potrebbero farlo a condizioni particolari: un mercato potenziale, quindi, di circa 3,5 milioni di individui.

News Correlate