mercoledì, 20 Gennaio 2021

Delta Airlines, raggiunto l’accordo sul pre-pensionamento dei piloti

La compagnia potrà bloccare l’esodo dei piloti che temevano tagli troppo pesanti

Si apre uno spiraglio nella vertenza in corso tra Delta Airlines e i suoi piloti in materia di tagli alle spese. Le organizzazioni sindacali – come riportato dal Wall Street Journal – hanno raggiunto un accordo preliminare con la società destinato a bloccare l’esodo di piloti attesi da un costoso, e deleterio per le casse aziendali, pre-pensionamento. L’intesa tra sindacati e Delta in ambito pensionistico – uno dei fronti caldi dell’intera questione costi con la scadenza per il pre-pensionamento di molti piloti fissata al prossimo primo di ottobre – permette alla terza compagnia aerea degli Stati uniti di allontanare, almeno per qualche giorno, l’ombra di una possibile bancarotta. Da qui al prossimo 28 settembre, infatti, i dipendenti Delta avranno tempo per ratificare l’accordo destinato a garantire alla società la possibilità di richiamare in servizio molti di quei piloti che – spaventati dalla situazione economica dell’azienda – hanno chiesto il pre-pensionamento negli scorsi mesi. Il raggiungimento di una intesa preliminare in ambito di pensioni – per quanto importante – non chiude le trattative generali aperte tra Delta e sindacati in materia di tagli alle
spese. La compagnia area, infatti, punta a una riduzione dei costi pari a 1 miliardo di dollari all’anno: le organizzazioni sindacali sono ferme a quota 705 milioni di dollari. In mancanza di un accordo di natura complessiva – come osservato nei giorni scorsi dal suo amministratore Gerald Grinstein – l’ipotesi di una bancarotta per Delta appare dietro l’angolo. L’azienda spende circa 4 milioni di dollari al giorno per sostenere la propria attività e, a questo ritmo, rischia di rimanere con una cassa pari a 1,5 miliardi di dollari nel corso delle prossime settimane: la cifra, individuata dalla stessa Delta come ‘cuscino’ da utilizzare nel corso di una amministrazione controllata. Al fine di evitare un pericoloso fallimento, lo scorso 8 settembre, la compagnia aerea statunitense aveva svelato i punti cardine di un piano di riorganizzazione incentrato su forti tagli alle spese e alla forza lavoro. Entro i prossimi 18 mesi – era stato spiegato – verranno eliminati tra i 6.000 e i 7.000
impieghi in modo da avviare una riduzione dei costi che permetta, insieme al taglio dei benefit attualmente concessi e all’abbassamento del 15% dei costi per il management, di risparmiare 5 miliardi di dollari entro il 2006.

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