mercoledì, 24 Luglio 2024

Demoskopea, nel 2005 più italiani in vacanza

Secondo il sondaggio è cresciuto il numero dei turisti e la durata del soggiorno

Scende la percentuale degli
italiani che non fanno vacanze e aumenta la lunghezza media dei
viaggi. Se il turismo e’ un indicatore di ottimismo, c’e’ una
piccola luce in fondo al tunnel dei consumi. I segnali di una
inversione di tendenza per il settore emergono dall’indagine che
Demoskopea ha presentato nell’ambito di TTG Incontri-TTI,
l’appuntamento sull’industria del turismo in corso a Rimini
Fiera.
I risultati della ricerca ”Come cambiano i consumi degli
italiani” – condotta in esclusiva per la manifestazione dal 27
al 30 settembre scorso su un campione rappresentativo di mille
italiani fra i 14 e i 79 anni – sono stati illustrati da Alberto
Magnani, direttore commerciale Demoskopea, nel corso del forum
”NOTarget-dal consumatore all’individuo:prodotti e
comunicazione personalizzata per una clientela sempre meno
catalogabile”.
La ricchezza percepita e il livello di rinunce fatte
quest’anno rivelano che probabilmente nel 2004 e’ stato toccato
il fondo. Ma qualcosa sta cambiando: gli intervistati parlano
ancora di grandi sacrifici, che vedono in primo piano beni
primari come abbigliamento (73%) e alimentari (70%). Nella
percezione collettiva la riduzione delle vacanze appare come
terza voce (54%) nel contenimento del bilancio familiare. Ma in
materia di turismo nel 2004 era il 65% degli intervistati a
manifestare una riduzione di spesa. Le previsioni sul potere
d’acquisto dell’euro non sono rosee: il 32% pensa che le cose
andranno un po’ peggio, il 21% molto peggio, il 20% ritiene che
rimarranno invariate mentre il 26% che andranno molto meglio.
Esiste dunque una discreta percentuale di ottimismo che si
traduce in un 66% di intervistati che nell’ultimo anno ha
effettuato vacanze (nel 2004 erano il 62%). Comincia a crescere
la durata della vacanza: il 39% ha fatto una vacanza lunga (33%
nel 2004); il 16% una vacanza medio/lunga e alcuni week end (18%
nel 2004) e l’11% solo week end (dato invariato). Tra le
motivazioni del 34% che non ha fatto alcuna vacanza, rimane alta
la percentuale di coloro che hanno rinunciato per motivi
economici (57%). Le mete di vacanza rimangono prevalentemente in
Italia (68%) rispetto all’estero (20%), anche se c’e’ chi non
disdegna entrambe le destinazioni (12%). Riguardo alle
motivazioni l’Italia e’ sinonimo di abitudine, meno
inconvenienti e meno problemi di mobilita’, tempi di spostamento
ridotti e sensazione di maggiore sicurezza. Mentre per chi
sceglie l’estero oltrepassare i confini nazionali e’ sinonimo di
novita’, prezzi convenienti e anche di qualita’ dell’offerta e
servizi migliori rispetto a quelli italiani. Cresce leggermente
anche la spesa pro capite: la spesa media delle ultime vacanze
si e’ assestata sui 764 euro a persona. Mentre, rispetto alle
vacanze del futuro, il budget medio preventivato sale a 830 euro
a persona.
”Dalla ricerca – ha commentato Magnani – emerge chiaramente
una particolare propensione a rispettare il budget assegnato,
facendo anche economie, che potrebbe in futuro rappresentare un
rischio implicito e che sollecitera’ gli operatori italiani ad
impegnarsi sia sul piano della qualita’ che dei costi”.

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