sabato, 19 Settembre 2020

E’ nato in Sicilia il primo parco letterario transnazionale

E’ intitolato ad Al Idrisi, geografo arabo del tempo di Ruggero II

E’ intitolato a Al Idrisi, un geografo arabo del tempo di Ruggero II d’Altavilla, il primo parco letterario “transnazionale, orientato al dialogo interculturale e interreligioso”, che veda la luce in Italia. E’ stato istituito stamani a Palermo “nel segno dell’incontro tra le civiltà. Non a caso – si legge in una nota – in un momento in cui i rapporti tra Oriente e Occidente appaiono cupi”. Il nuovo parco, che gode del patrocinio dell’Unesco, darà corpo a una serie d’attività, a partire da Mazara del Vallo (Trapani) da dove nell’827 la conquista araba della Sicilia cominciò e che dal viaggiatore arabo fu definita agli albori del millennio scorso “splendida ed eccelsa città”. E a Mazara è stata fissata la sede principale del parco. Tanto che il vescovo mazarese, monsignor Calogero La Piana, ha commentato: “Iniziative come questa sono importanti. E non a caso esse trovano la Sicilia e Mazara, una terra di frontiera abituata da secoli alla pacifica e serena convivenza, in prima fila. Questa città – ha affermato il presule – ha una particolare vocazione dettata dalla storia, dalla geografia, dalla sua cultura aperta, a essere laboratorio del dialogo interculturale e interreligioso. Le fedi del resto scaturiscono tutte da un principio d’amore e hanno senso in quanto sorgenti d’amore”. Il parco letterario costituito oggi “raccoglie le sollecitazioni della Conferenza episcopale italiana alla promozione della cultura dell’incontro e ha quindi il plauso della Chiesa”.
A Mazara sorgeranno tra l’altro un caffè letterario; un’enoteca del Mediterraneo con annesso museo permanente degli attrezzi del vino e un museo delle stampe in cui saranno raccolti disegni e dipinti a tema degli ultimi quattro secoli. Ma il territorio di competenza del parco sarà non solo Mazara nè soltanto la Sicilia. Perché, è stato sottolineato nel corso della cerimonia di firma del protocollo istitutivo, la missione dei parchi è “recuperare e far rivivere tutti i luoghi in cui un autore è vissuto e da cui ha tratto ispirazione”. Da qui la transnazionalità, dato che Al-Idrisi (noto pure come Edrisi) prima di approdare alla corte di Ruggero II nel 1154 aveva viaggiato a lungo nell’area del Mediterraneo, proveniendo dal Marocco, suo paese natale. Pertanto è nell’intera area del Mediterraneo che la nuova istituzione opererà.
Protagonisti del primo parco letterario non dedicato a un autore italiano sono la Fondazione Ippolito Nievo di Roma, che del progetto è depositaria e che e’ stata rappresentata per la firma dal segretario generale Maurizio Panunzio, e la Mediterranea spa, la public company isolana da 80 piccoli azionisti che due anni fa diede il via, con la posa della prima pietra ad opera del vescovo e dell’imam di Mazara, all’edificazione d’un complesso ricettivo superlusso ormai prossimo all’apertura, il Kempiski Giardino di Costanza Resort & Spa. Per la Mediterranea, che ha reso noto che organizzerà a Mazara in occasione dell’apertura del Giardino di Costanza “un evento per promuovere, sotto la tenda d’Abramo, la cultura del dialogo”, sono intervenuti il presidente Giovanni Savalle e il director of communications Umberto Ginestra. Alla cerimonia ha preso parte anche Giuseppe Modica, presidente del corso di laurea in Filosofia e Scienze etiche nell’università di Palermo e coordinatore scientifico del parco, secondo cui “la difficile coesistenza delle tre grandi religioni monoteistiche deve poter diventare il punto di partenza per pensare le condizioni di possibilità di un ecumenismo abramico”. Penso, ha argomentato il professore, alla “radice comune tra le grandi religioni emblematizzata in quella tenda che nel nome della fede comune in un solo Dio possa farsi luogo d’accoglienza dell’altro, nel riconoscimento e nel rispetto delle differenze”.
Il parco letterario Al-Idrisi ha anche tra i propri obiettivi di lavorare, tra l’altro facendo leva sul patrocinio dell’Accademia italiana della cucina, per il recupero degli innesti della cultura gastronomica araba in quella siciliana. Perché, spiega Panunzio, “i parchi incarnano la possibilità di leggere il territorio in modo trasversale. Attraverso la letteratura, la storia, le leggende. E anche l’enogastronomia, per la riscoperta degli antichi sapori”. E’ agli Arabi, informa il parco, che si deve l’introduzione nell’isola degli agrumi, della pesca, dell’albicocca, degli asparagi; di coltivazioni come il riso, la canna da zucchero, il cotone, la cannella, lo zafferano, il carrubo, il pistacchio, le melanzane. E ancora, è alla civiltà araba che si deve l’uso del gelsomino, non solo per la preparazione dei profumi ma anche per il gelato. E arabi sono la giugiulena (miele, mandorle e semi di sesamo), i mustazzola (una sfoglia ripiena d’un impasto di semola, miele, vino cotto, cannella, scorza d’arancia candita e altre spezie), la celebre cassata, da quas-at che significa “scodella fonda”, e il couscous.
Notizie sulle reciproche contaminazioni tra la gastronomia araba e quella siciliana possono essere reperite in Edrisi, che fu autore di un “Libro di Re Ruggero. Svago per chi ama girare il mondo”. L’opera, che costò quindici anni di ricerche, affiancò l’altra monumentale fatica che impegnò il geografo, per incarico del sovrano: una mappa incisa su una lastra d’argento, del peso di 150 kg. Vi furono riportate le informazioni raccolte durante i viaggi, quelle attinte negli archivi e quelle registrate dalla narrazione diretta di altri viaggiatori.
Nel Libro, alla Sicilia Edrisi, nel Quarto Clima, Secondo Compartimento della trattazione, dedica ampio spazio. Dapprima menziona le localita’ costiere, poi le regioni, le fortezze, i distretti più vasti e popolati dell’interno.
Inizia il viaggio da Palermo. Poi si sofferma su Termini, Cefalù, Baronia, Milazzo, Messina, Taormina, Aci, Catania, Lentini, Siracusa, Noto, Scicli, Ragusa, Licata. E ancora, su Girgenti, Sciacca, Mazara, Marsala, Trapani, Erice, Castellammare, Carini. Torna quindi a Palermo.
Ampio il rilievo riservato a Mazara del Vallo. Così scrive il geografo arabo: “Mazara, città splendida, superba e veramente insuperabile per la posizione e il prestigio di cui gode, ha raggiunto il vertice in quanto all’eleganza della sua sistemazione urbanistica. Essa raccoglie in se’ tanti pregi quanti nessun’altra: ha mura robuste e alte, case notevolmente graziose, arterie larghe, molte strade, mercati rigurgitanti di merci e prodotti vari, bagni sontuosi, vaste botteghe, oltre a orti e giardini con piante pregiate; a essa convengono viaggiatori da tutte le parti per approvvigionarsi dei suoi abbondanti prodotti. Il suo distretto e’ di considerevole estensione e comprende prosperi casali e masserie. Lungo le sue mura scorre il Mazara nel quale sostano le navi per fare il carico e svernano le barche”. (Da “Il libro di Edrisi”, Flaccovio Editore, traduzione di U. Rizzitano, Palermo).

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