mercoledì, 27 Gennaio 2021

Egyptair, la privatizzazione per uscire dalla crisi?

La nomina del nuovo presidente dovrebbe riportare l’ordine nella compagnia di bandiera

La crisi del turismo nel Medio Oriente, conseguenza sia della guerra in Iraq sia dell’epidemia di Sars, ha colpito anche l’EgyptAir, la compagnia aerea di bandiera egiziana, che per due volte nell’arco di un anno ha cambiato il presidente. Osservatori non escludono che la crisi sia favorita dalla volontà di privatizzare la società. Nel maggio del 2002 l’Egyptair fu ristrutturata in una holding comprendente sette società specializzate, dopo che aveva perso 300 milioni di dollari, anche a causa di due incidenti aerei (al largo di New York con 217 morti, nel ’99, e in Tunisia con 14 morti). Dopo le dimissioni del vecchio presidente, in sella da quasi vent’anni, la società fu affidata ad Abdel Fattah Kato, resistito in carica solo sette mesi. Il nuovo presidente, considerato più affidabile dal ministro dell’aviazione civile Ahmed Shafiq, si chiama Atef Abdel Hamid e ha accusato le sette società della holding di non aver operato insieme nell’interesse dello stato. ”Ora siamo pronti a rimettere tutto in ordine”, ha dichiarato in una conferenza stampa. Fra i più recenti provvedimenti, la decisione dell’Egyptair di tagliare i costi di produzione e di sospendere numerosi voli (per Sidney e per Montreal via New York, nonché per Tokyo e per Osaka). Inoltre molti uffici esteri sono stati chiusi, come quello di Los Angeles, mentre l’acquisto di nuovi aerei del tipo A318s e A340-600s è stato cancellato. Nello stesso tempo è stato abbandonato uno dei più grandi investimenti dalla compagnia aerea egiziana, quello fatto con la creazione della Shorouq Airlines, in partenariato con il Kuwait. La piccola compagnia aveva maturato un deficit di 61 milioni di dollari nell’anno 2002/2003.

News Correlate